di Giuliano Santoboni
Sedici anni sicuri, trentadue probabili. Praticamente un ergastolo che si abbatte sui cittadini di Guidonia Montecelio e Fonte Nuova.
La Regione Lazio attraverso la Determinazione n. G15174 del 2 novembre 2026 rinnova l’AIA per l’impianto TMB di Via dell’Inviolata gestito da Ambiente Guidonia, blindando un futuro di monnezza e camion per le future generazioni di Guidoniani e Fontenovesi.
E dove sono adesso i politici di Comune e Regione accomunati da una chiara appartenenza di centrodestra che negli ultimi mesi si sono sperticati in inaugurazioni e festeggiamenti? Verranno a via dell’Inviolata Sindaco Lombardo, presidente Rocca, consiglieri comunali e regionali vestiti a festa a tagliare il nastro davanti a file di compattatori dell’AMA? Parallelamente, perderà il suo ghigno da campagna elettorale il Sindaco PD Gualtieri che tanto dobbiamo ringraziare per la riapertura del TMB nel 2023 per le impellentissime necessità del Giubileo dove era commissario governativo?
I NUMERI DELLA VERGOGNA
A leggere bene la determina regionale, si parla di un ingresso annuo di 277 mila tonnellate di rifiuti, per i quali saranno necessari circa 21 mila transiti di mezzi pesanti tra compattatori AMA e camion che trasportano in uscita le balle di CSS prodotto, ma anche in entrata e uscita l’umido per il compostaggio e il “tritovaglio”, lo scarto di altri impianti, che servirà molte altre discariche del Lazio.
Il che si traduce in una processione di 70 mezzi pesanti al giorno, concentrati perlopiù la mattina che andranno ad aggravare la già precaria qualità dell’aria, il traffico e la sicurezza.
C’è poi da dire che con questa autorizzazione un nuovo fattore che a Guidonia e Fonte Nuova ha accompagnato inesorabilmente i cittadini per decenni e del quale nessuno sentiva la mancanza: la puzza di discarica.
Sono previsti filtri e abbattitori vari, ma la possibilità che 27 mila tonnellate di rifiuti umidi e 60 mila di tritovagliatura si faranno sentire in tutti i quartieri vicini è coincreta ed inesorabile.
LE REAZIONI DEGLI AMBIENTALISTI
La notizia è terribile, in una nota stampa il CRA (Comitato di Risanamento Ambientale) annuncia battaglie e ricorsi, in una guerra che per essere combattuta avrà bisogno dell’appoggio di tutti i cittadini che non accettano questa sottomissione totale. Si legge del duro comunicato CRA: “Nonostante le lotte di cittadini, associazioni e comitati locali siano state talvolta vincenti, riuscendo a bloccare anche per anni il TMB, i Tribunali amministrativi e la Procura della Repubblica di Roma sono sempre stati capaci di emettere sentenze, archiviazioni quanto meno sospette e i noti “non luogo a procedere” favorevoli per gli uomini di fiducia del “Supremo” centenario“.
Un altro comunicato infuocato dà la cifra del fallimento delle amministrazioni attuali di Regione e Comune. Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista puntano il dito contro i mandanti politici di questo scempio ed evidenziano la profonda ingiustizia a danno dei cittadini: “Il paradosso, inaccettabile e grottesco, è totale. Mentre il gestore dell’impianto è di proprietà di società gravate da interdittiva antimafia, a scontare la condanna a 32 anni di prigione saranno i cittadini, le famiglie, i bambini e le generazioni future. Pronti a ribellarci a tutto questo.”.
Sono passati purtroppo i tempi per i quali l’amministrazione comunale si opponeva a spada tratta contro ogni ipotesi di ulteriore sfruttamento dell’Inviolata. L’inimitabile sindaco Michel Barbet si oppose con ogni sua forza alle mire regionali, beccandosi anche una denuncia con richiesta personale di risarcimento di 200.000 € dai padroni dell’impianto. Ben altra classe di politici.
