Rinnovato il contratto, rifiuti romani all’Inviolata per tutto il 2026 (almeno).

Passata la festa, gabbato lu Santo. Il Giubileo è finito ma i provvedimenti d’emergenza rimangono. A nulla valgono le interdittive antimafia e la cosiddetta “White List”, Guidonia Ambiente si assicura fatturato e trattamento rifiuti per tutto l’anno.

Rinnovato il contratto, rifiuti romani all’Inviolata per tutto il 2026 (almeno).
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25 Gennaio 2026 - 17.20


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di Giuliano Santoboni

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Il regalo di Capodanno della Prefettura di Roma per i cittadini di Guidonia Montecelio è un 2026 pieno di immondizia capitolina.

Con il provvedimento prot. N.0536923 del 31/12/2025, la “Prefettura di Roma – AREA I BIS – Ordine e Sicurezza Pubblica – Antimafia” (che già a vederlo scritto così mette i brividi), rinnova l’incarico alla dott.ssa Augusta Iannini e al Prof. Tiziano Onesti che in qualità di commissari di Governo dovranno gestire per tutto il 2026 il contratto siglato tra AMA S.p.A. e Ambiente Guidonia S.r.l., acquisito dalla Prefettura proprio lo stesso 31 dicembre. Quando si dice l’efficienza.

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Un provvedimento “eccezionale”, dunque, che però somiglia sempre di più ad una condanna definitiva e strutturale sulle spalle dei cittadini di Guidonia Montecelio. L’impianto TMB dell’Inviolata era stato attivato nel 2023 a meno di un anno dall’elezione di Mauro Lombardo come primo cittadino della Città dell’Aria e come soluzione emergenziale in vista del Giubileo 2025 grazie all’azione combinata del sindaco di Roma Roberto Gualtieri nella sua veste di Commissario Straordinario per il Giubileo e dalla Prefetura di Roma.

Manca un piano oppure il piano è proprio questo?

Un provvedimento che all’epoca venne spacciato come misura urgente che doveva contribuire a far fronte alla cronica crisi impiantistica di Roma e della Regione Lazio, dietro la pesante minaccia di un notevole aumento dei rifiuti che avrebbero prodotto i pellegrini diretti a San Pietro.

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E’ proprio di questi giorni il dato diffuso da Alessandro Filippi, AD di AMA, sul fatto che l’incremento di rifiuti nel 2025 è stato superiore del 3,6 % rispetto all’anno precedente, cioè 60.000 tonnellate in più del 2024 arrivando a poco meno di 1.7 milioni totali. Calcolando che l’impianto dell’Inviolata ha una capacità nominale di trattamento di 190.000 l’anno, benché sembra che ne siano state autorizzate 100.000, praticamente oltre alla monnezza dei pellegrini, un’altra bella fetta del potenziale di trattamento potrebbe essere servita per l’ordinaria e disastrosa amministrazione capitolina ordinaria, inchiodata ormai al 50% di raccolta differenziata, sempre secondo i dati diffusi da Filippi.

Andando oltre l’anno santo, comunque, oggi il Giubileo è ormai alle spalle ma per i cittadini di Guidonia Montecelio rimane un gravissimo danno ambientale, con un impatto continuo sul territorio, sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.

Tornando al provvedimento prefettizio di rinnovo del contratto, archiviata ormai la traballante scusa del Giubileo, scompare anche ogni riferimento all’evento giubilare negli atti ufficiali. Dobbiamo aspettarci quindi che da ora in poi assisteremo a continue proroghe, di anno in anno e sempre nel festante periodo natalizio.

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Le possibili interpretazioni della cosa sono essenzialmente due, entrambe pessime: Non c’è un piano di lungo respiro, frutto di una politica regionale e comunale miope e impreparata, oppure il piano è proprio quello di non dirlo apertamente, ma di fatto condannare in via definitiva il territorio, senza avere il coraggio di scrivere il proprio nome e cognome sotto una tale decisione.

White List

Il punto critico legale di tutta la faccenda, tuttavia, resta invariato. AMA, Roberto Gualtieri e Prefettura di Roma, ognuno con il proprio grado di coinvolgimento diverso, continuano a rendere possibile che una società come Guidonia Ambiente colpita da un’interdittiva antimafia emessa dalla stessa Prefettura di Roma il 14 ottobre 2022 negli ultimi giorni da Prefetto di Matteo Piantedosi, divenuto poco dopo Ministro dell’Interno del governo di Giorgia Meloni, continui a gestire una parte consistente dei rifiuti romani e perdipiù neanche su territorio capitolino.

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In condizioni ordinarie, la società molto probabilmente non potrebbe avere rapporti con la pubblica amministrazione in quanto, come scritto dalla stessa Prefettura nel 2023, non compare nella cosiddetta White List, la “lista dei buoni” con i quali enti e comuni dovrebbero avere a che fare per prevenire fenomeni di corruzione e criminalità organizzata di tipo mafioso.

A solo titolo di esempio, sul sito della Prefettura per fare istanza di iscrizione nella lista si legge che il portale è “Realizzato per consentire agli Operatori Economici di richiedere l’immissione, la permanenza e la variazione negli elenchi di prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. white list)”.

Visto l’ennesimo commissariamento della società, al momento, Guidonia Ambiente evidentemente non può fare istanza di entrare nella “lista dei buoni senza sospetti di mafia”, ma incrementa in maniera consistente il proprio fatturato e accoglie ugualmente migliaia di compattatori zeppi di rifiuti romani nel cuore di un’area protetta come il Parco dell’Inviolata.

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