La scomparsa di Guccini e i patetici coccodrilli che usano nomignoli per dimostrare vicinanza col Maestrone.

Un interessante punto di vista di Ivan Verga sulla perdita di un artista capace di dar voce a grandi ideali e a piccole storie quotidiana di provincia. Ora siamo tutti più soli.

La scomparsa di Guccini e i patetici coccodrilli che usano nomignoli per dimostrare vicinanza col Maestrone.
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

11 Agosto 2026 - 09.07


ATF AMP

di Ivan Verga

Top Right AMP

Con Francesco Guccini sparisce anche l’idea secondo la quale si possa praticare una certa dignità anche essendo famosi. Fra i vari coccodrilli postati sui social, non è particolarmente difficile notare quanto, dai più famosi ai poveri disgraziati come chi vi scrive, sia ricorrente il desiderio di usare il faro del lutto per accaparrarsi un pezzetto di luce in questo buio. A suon di “Maestrone”, “Guccio”, “Francesco”, avanza il plotone di tutti quelli che: “Quando mi hai aperto il frigo da Vito”, “quel giorno che ti ho citofonato”, “la volta in cui mi passasti la saliera”.

Vignetta di Andrea Pazienza, uno dei più straordinari e influenti fumettisti italiani. Il disegno e il testo sono dedicati a Francesco Guccini dopo una serata che i due trascorsero insieme a bere e chiacchierare

Ho letto pochi, pochissimi saluti in cui gli autori ritenessero opportuno significare la propria presenza a un concerto, ad esempio, o a un particolare evento di massa. Eppure “il Maestrone” aveva dato per primo il suggerimento, restando in disparte. Nulla, anche questa tragica occasione è diventata il pretesto per parlare delle affermazioni che fece sulla Meloni, affermazioni che probabilmente anche lui riterrebbe essere l’evento meno interessante in assoluto della sua vita.

Dynamic 1 AMP

Colpevolmente o meno, non ho mai ascoltato Ligabue. Ieri, però, mi sono imbattuto in questo suo pezzo: una dedica d’amore al suo amico (stavolta sì) Francesco. Un live a Bologna in cui Guccini, tra l’altro, era presente fra il pubblico. Sorprendentemente, molto prima che morisse, quel testo è stato antesignano di ciò che poi è accaduto:

“Tu pensa a chi non sente e poi ne vuol parlare. Ma caro il mio Francesco è già mattina. Qui mi devo svegliare. E allora avanti un altro. Ti passo il mio telefono, salutami la tipa. Avanti pure un altro, convincila che sono il suo ragazzo per la vita”.

Coltivo la profonda convinzione che, se foste morti voi e lui v’avesse conosciuto (ma pare lo abbiate conosciuto tutti), non avrebbe usato nomignoli imbarazzanti per salutarvi.

Dynamic 1 AMP

Non sui social, almeno.

Mentre dentro questo spazio di cordoglio che uno cerca di ritagliarsi in mezzo all’incessante chiacchiericcio, non posso non pensare al fatto che con “l’influcirco”, quelli con la faccia di Vannacci tatuata sul braccio, gli amici persi e “il sole che strozza la gola alle rane”, ci si senta tutti molto più soli.

La fiaccola, però, almeno quella, rimarrà sempre accesa. Promesso.

Dynamic 1 AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version