In un semplice messaggio che sta diventando virale su WhatsApp, un gruppo di cittadini ed associazioni riunite sotto la sigla “Kawa Family” sta chiamando a raccolta quanti hanno nel cuore Colle Largo e non si arrendono al fatto che il comune ha perso in giudizio 73 ettari di territorio pubblico. Ecco il testo:
“Buonasera, sono passati quasi 2 anni dal nostro primo incontro per UNA CAVA PER TUTTI Cosa è stato fatto?🤔 Quale è la situazione attuale?🤔 📍Sab 03/01/2026 ore 09:30📍 C/O la sala del frantoio di Montecelio Ci aggiorneremo… Sgombero, Ricorso al TAR, Usucapione, Ricorso in Appello, Articoli di giornale, etc. All’incontro parteciperanno anche: Giornalisti e altri gruppi di CITTADINI che si sono formati autonomamente in questo periodo per le nostre stesse motivazioni. SAB 3/1/26 – 09:30 LA CAVA E’ NOSTRA RIPRENDIAMOCELA💪”
La ferita causata dalla perdita di oltre 70 ettari di bellissimo patrimonio pubblico non si sta rimarginando, e si hanno notizie di almeno due gruppi distinti di cittadini che partendo da presupposti giuridici diversi stanno cercando di organizzarsi per cercare di riparare autonomamente all’incredibile torto perpetrato ai danni della collettività.
Ne parliamo con Roberto Bartolomucci, professionista molto conosciuto in città e da sempre attivo sul panorama sociale e politico guidoniano in qualità di presidente del CESAS (Centro Europeo Studi Ambiente e Società) che aderisce al gruppo Cava per Tutti e componente del movimento politico Città Nuova che ha concorso all’elezione di Mauro Lombardo come sindaco di Guidonia Montecelio.
Roberto Bartolomucci, cosa ne pensi della questione dall’usucapione persa dal Comune?:
“E’ sicuramente una pagina buia nella nostra storia, un danno alla collettività e alle generazioni future. Ma non tutto è perduto secondo me”.
Pensi che oltre all’annunciato ricorso da parte del comune, si possa fare altro?
“Il comune sta ricorrendo in appello, spero che con argomenti e determinazione maggiori del primo grado. Ma è necessario prendere spunto da questa incresciosa vicenda per ricostruire un tessuto sociale attivo di cittadini capace di amministrare beni comuni per il bene comune. E’ questo il senso di una azione che insieme a tanti altri guidoniani sto cercando di portare avanti, entrare nel giudizio appena espresso dal Tribunale di Tivoli come cittadini danneggiati da una sentenza che gli toglie spazi di vita indispensabili”.
Su quali basi giuridiche potrebbe poggiare una azione cittadina di questo tipo?
“Abbiamo preparato un parere pro veritate che vorremmo consegnare ufficialmente al sindaco nei prossimi giorni. Si basa sul fondamentale concetto dei beni e diritti collettivi tutelati dalla legge 168/2017, praticamente una tutela normativa attraverso le leggi dello stato che travalicano completamente la giurisprudenza ordinaria, e probabilmente anche questa sentenza”.
Cercando di semplificare, la legge 168 del 2017 sancisce il diritto alla tutela del bene comune, e quindi anche alla sua inalienabilità ed, entrando nel nostro caso specifico, nella sua impossibilità di essere oggetto di usucapione. Ma come mai, secondo te, questa possibilità non è stata presa in considerazione dal giudice in primo grado?
“Si tratta di un approfondimento che io conosco in quanto mi occupo di usi civici e beni comuni da decenni, probabilmente questo argomento non è stato spinto con la necessaria forza da parte del Comune, e il giudice si è basato quindi solo sulle prove portate dal ricorrente”.
Cosa pensi di fare quindi di concreto? C’è possibilità di un secondo round a favore dei cittadini?
“Ne sono convinto! La mobilitazione è una cosa veramente importante, i cittadini sono stati danneggiati. Sto lavorando per metterli insieme e sancire quello che deve essere giusto: riprendersi Colle Largo e ribadire il suo utilizzo pubblico come bene comune di dominio collettivo.”
