Galassia Musk: l'intelligenza artificiale si sposta in orbita

L'integrazione di xAI in SpaceX genera un titano da 1.250 miliardi di dollari, aprendo la strada a una rivoluzionaria rete di centri dati spaziali alimentati dal sole per superare i limiti energetici della Terra.

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3 Febbraio 2026 - 12.16 Culture


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L’ascesa verso le stelle di Elon Musk non riguarda più solo i motori a propulsione, ma l’architettura stessa dell’intelligenza artificiale, come riportato da un recente approfondimento di Marco Valsania per il Sole 24 Ore. Attraverso una mossa finanziaria senza precedenti, SpaceX ha inglobato la startup xAI, dando vita a un’entità che, con una valutazione complessiva di 1.250 miliardi di dollari, si attesta come la più imponente società non quotata sul panorama globale. Non si tratta di una semplice operazione di consolidamento economico tra una realtà già dominante nei lanci orbitali e una giovane impresa in cerca di stabilità contro colossi come OpenAI e Anthropic, ma di una visione filosofica che punta a “estendere la luce della coscienza alle stelle”.

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Nel memorandum interno che ha ufficializzato l’unione, Musk ha definito questa creatura come un motore di innovazione integrato verticalmente, progettato per operare non solo sul nostro pianeta, ma anche al di fuori di esso. L’operazione, strutturata tecnicamente attraverso uno scambio azionario che valuta xAI circa 250 miliardi di dollari, risponde a una necessità pragmatica quanto visionaria: il limite energetico della Terra. Secondo il tycoon, la fame insaziabile di elettricità delle future intelligenze artificiali non potrà essere soddisfatta entro i confini terrestri. La soluzione risiederebbe nello spazio profondo, dove i data center potrebbero attingere direttamente dall’energia solare senza i vincoli atmosferici o logistici del suolo.

SpaceX ha già mosso i primi passi formali presso le autorità di regolamentazione per il dispiegamento di una rete colossale, ipotizzando l’invio in orbita di un milione di satelliti dedicati esclusivamente al calcolo avanzato. In questo scenario, i razzi riutilizzabili e la rete Starlink diventano l’infrastruttura logistica necessaria per sostenere il cervello digitale di Grok e dei futuri modelli evoluti. Mentre il mercato osserva con attenzione la possibile quotazione in borsa di SpaceX prevista entro la fine dell’anno, l’integrazione di xAI offre alla divisione intelligenza artificiale quel polmone finanziario e tecnologico necessario per colmare il divario con i concorrenti più accreditati.

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Questa fluidità organizzativa non è nuova per Musk, abituato a spostare talenti e risorse tra Tesla, Neuralink e Boring Company. Il nuovo colpo suggerisce la nascita di un ecosistema totale in cui ogni tassello che va dai robot umanoidi alle neurotecnologie fino alla colonizzazione di Marte, converge verso un unico obiettivo. L’orizzonte finale sembra essere la creazione di una struttura onnicomprensiva che molti analisti hanno già ribattezzato informalmente come Musk Inc., un potere tecnologico che punta a rendere l’umanità una specie multi-planetaria guidata da un “sole senziente”.

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