Nuovo rapporto Unesco sulla creatività: entro due anni l’IA potrebbe costare ai professionisti della cultura ben 8,5 miliardi di euro l'anno

I rischi evidenziati riguardano la sostituzione del lavoro umano, l'uso non autorizzato di dati protetti dal diritto d’autore e la perdita di diversità culturale e linguistica

Nuovo rapporto Unesco sulla creatività: entro due anni l’IA potrebbe costare ai professionisti della cultura ben 8,5 miliardi di euro l'anno
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23 Febbraio 2026 - 17.41 Culture


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Il nuovo rapporto sulla creatività appena pubblicato dall’Unesco, basato sui dati provenienti da oltre 120 paesi, fotografa il panorama culturale mondiale plasmato da una trasformazione digitale sempre più rapida e preoccupante a causa dei contenuti artistici generati dall’intelligenza artificiale.

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Del resto, che le canzoni create dagli algoritmi scalino le classifiche di Spotify e Billboard è ormai un fatto e, secondo uno studio della piattaforma Deezer, più di 50.000 tracce generate da robot vengono scaricate ogni giorno dagli utenti i quali, per la maggior parte, non riescono a distinguerle dalla musica prodotta dagli esseri umani.

La preoccupazione riguarda il prossimo futuro: entro due anni, infatti, questa tendenza si potrebbe tramutare in perdite di fatturato globali pari al 24% nella musica e al 21% nell’audiovisivo, per una perdita complessiva per artisti e tecnici di quasi 8,5 miliardi di euro all’anno.

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Secondo l’Unesco, i ricavi digitali in crescita rappresentano ormai il 35% del fatturato dei creatori, segnando un cambiamento strutturale accompagnato da una maggiore esposizione alle violazioni della proprietà intellettuale. Nel rapporto si legge infatti che “Il contenuto, generato interamente da comandi di intelligenza artificiale con un input umano limitato, è caratterizzato da una qualità da bassa a media e imita gli stili esistenti delle opere protette da copyright su cui sono stati addestrati i sistemi di intelligenza artificiale”.

In risposta a questa situazione, in un momento in cui i finanziamenti pubblici per la cultura sono inferiori allo 0,6% del Pil globale, l’Unesco raccomanda alle politiche pubbliche di stabilire quadri di governance chiari per la cultura digitale e l’intelligenza artificiale, per garantire uno sviluppo etico, inclusivo e sostenibile, proteggere i diritti di proprietà intellettuale dei creatori, sostenendo al contempo l’innovazione e gli investimenti nelle infrastrutture culturali digitali.

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