“The Origami Deer”: la scultura al centro del padiglione ucraino alla biennale di Venezia

Presentata a Bruxelles The Origami Deer di Zhanna Kadyrova, opera simbolo del Padiglione ucraino: dalla fuga da Pokrovsk alla diaspora, un racconto artistico sulla fragilità e la forza della cultura in tempo di guerra

“The Origami Deer”: la scultura al centro del padiglione ucraino alla biennale di Venezia
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19 Marzo 2026 - 15.38 Culture


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Nel cuore politico dell’Europa, a pochi passi dal Parlamento di Bruxelles, prende forma una delle narrazioni artistiche più intense della prossima Biennale di Venezia. Qui è stata presentata The Origami Deer, l’opera destinata a diventare il fulcro del Padiglione ucraino alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata Security Guarantees.

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Non si tratta soltanto di una scultura, ma di un dispositivo simbolico che attraversa paesi e memorie. Realizzata dall’artista Zhanna Kadyrova, l’opera incarna un racconto in movimento: quello di un Paese ferito e disperso, ma ancora capace di trasformare la propria fragilità in gesto poetico.

Alla presentazione è stato proiettato anche il documentario “Idp”, che racconta la storia della scultura a partire dalla sua evacuazione dalla città di Pokrovsk nel 2024. Da allora, l’opera ha attraversato l’Ucraina e l’Europa, diventando un punto di aggregazione per una comunità dispersa. Le immagini scattate dai cittadini davanti alla scultura, come ci ricorda Kadyrova, testimoniano una relazione affettiva che supera i confini fisici e trasforma l’opera in un archivio vivente della diaspora contemporanea.

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All’evento erano presenti la vice prima ministra per la politica umanitaria e ministra della cultura e commissaria del Padiglione ucraino alla Biennale, Tetyana Berezhna; il vicepresidente del Parlamento Europeo Roberts Zile; il co-curatore del Padiglione ucraino Leonid Marushchak; e la stessa Zhanna Kadyrova, che ha sottolineato quanto siano fondamentali le iniziative per l’evacuazione dei beni culturali durante i conflitti, alla fine si sa, la Terra senza arte non è che una roccia.

L’artista ha inoltre evidenziato il valore simbolico dell’opera per i cittadini di Pokrovsk: “Gli abitanti partecipano spesso ai nostri eventi in varie città europee e mostrano le foto scattate davanti a The Origami Deer nella loro città natale. È molto commovente; ci rendiamo conto che questo è un simbolo importante per loro”.

La presentazione a Bruxelles assume così un valore che va oltre la semplice anticipazione curatoriale: è un atto politico e culturale insieme, che pone l’arte al centro di una riflessione urgente sulla tutela del patrimonio e sulla vulnerabilità della cultura in tempo di guerra. In questo scenario, The Origami Deer si impone come un simbolo, emblema di perdita e migrazione, ma anche di resilienza e ricostruzione.

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Resta aperta, come dichiarato dai curatori, la questione del destino futuro dell’opera: l’auspicio è che possa un giorno tornare a Pokrovsk.

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