Dai computer subacquei e la GoPro arrivano i primi riscontri

GoPro la scheda sarebbe integra e le registrazioni dei dispositivi possono chiarire le fasi della discesa mortale. Si ha già una prima traccia temporale sulla perdita di controllo nella grotta.

Dai computer subacquei e la GoPro arrivano i primi riscontri
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20 Maggio 2026 - 12.19 Culture


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di Lorenzo Lazzeri

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20 maggio 2026 – I primi riscontri tecnici sui dispositivi recuperati nella grotta delle Maldive hanno spostato l’indagine sulla memoria digitale dell’immersione. Secondo indiscrezioni investigative, la MicroSD della GoPro di Monica Montefalcone sarebbe integra: la custodia avrebbe evitato l’ingresso di acqua salata, preservando la scheda.

Per conoscere durata e contenuto della registrazione bisognerà attendere l’arrivo dei supporti alla Polizia Scientifica in Italia. Dallo stato della batteria, trovata scarica, gli investigatori ritengono molto probabile che la videocamera fosse accesa nella fase iniziale. Solo l’analisi forense potrà chiarire se il filmato si sia fermato prima della crisi o se abbia documentato anche la fase più delicata all’interno della grotta.

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In parallelo sono in esame i computer subacquei di madre e figlia. I primi dati indicherebbero un intervallo molto breve tra l’ingresso nella cavità, a circa 47 metri, e il punto più profondo, intorno ai 60. La la catena degli eventi registrata è compatibile con una crisi rapida, possibile ipercapnia, cioè accumulo di anidride carbonica nel sangue, e perdita di orientamento dopo il sollevamento del sedimento.

I supporti saranno analizzati dagli investigatori italiani. Fino all’esito degli accertamenti, i dati restano coperti dal riserbo istruttorio. I sommozzatori di DAN Europe stanno lavorando al recupero degli ultimi due corpi.

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