Parigi si tinge sempre di più di azzurro. Agli Europei di sport acquatici l’Italia continua a raccogliere successi, conquistando 32 medaglie finora: 10 ori, 9 argenti e 13 bronzi, un bottino che vale il secondo posto nel medagliere generale alle spalle della Gran Bretagna, prima con 11 ori. Una parte importante del bottino è arrivata dai tuffi, disciplina nella quale l’Italia ha trovato in Chiara Pellacani una delle grandi protagoniste di questi Europei. L’azzurra ha chiuso la sua straordinaria partecipazione con cinque ori in cinque gare, un percorso perfetto che l’ha resa uno dei volti simbolo della rassegna parigina. Tra i successi anche quello nel team event, conquistato insieme a Sarah Jodoin Di Maria, Matteo Santoro e Raffaele Pelligra. E non è finita: nei tuffi dalle grandi altezze, Andrea Barnabà e Elisa Cosetti hanno conquistato l’argento nelle rispettive categorie.
Tra i risultati che hanno segnato questa edizione spicca quello di Sara Curtis, diventata una delle protagoniste assolute della manifestazione. La diciannovenne ha conquistato l’oro nei 50 dorso, accompagnandolo con un nuovo record del mondo. Un risultato che proietta definitivamente Curtis tra i nomi da seguire nel panorama del nuoto internazionale e, allo stesso tempo, offre all’Italia un nuovo punto di riferimento in vista dei prossimi grandi appuntamenti. Parigi è però anche il luogo delle conferme. Simona Quadarella ha conquistato il titolo europeo negli 800 stile libero, mentre Nicolò Martinenghi si è imposto nei 100 rana, con Simone Cerasuolo terzo nella stessa finale. Thomas Ceccon e Benedetta Pilato hanno aggiunto altri podi alla spedizione italiana, mentre la staffetta femminile della 4×100 stile libero ha conquistato l’argento, stabilendo anche il nuovo record italiano.
La forza di questa Nazionale emerge proprio dalla capacità di affiancare ai campioni già affermati una generazione che comincia a farsi spazio sulla scena internazionale. Curtis ne è l’esempio più evidente, ma non l’unico. Tra i giovani da tenere sott’occhio c’è anche Carlos D’Ambrosio, atteso nella finale dei 200 stile libero. E il medagliere potrebbe cambiare ancora. Nella giornata di oggi, 14 agosto, l’Italia torna a giocarsi diverse possibilità di podio: oltre a D’Ambrosio saranno protagonisti Ceccon nella finale dei 50 dorso e Quadarella nei 1500 stile libero, prima della staffetta 4×100 stile libero mista. Nelle batterie del mattino, intanto, Simone Cerasuolo ha stabilito il nuovo record italiano dei 50 rana, qualificandosi per la semifinale insieme a Martinenghi, mentre Curtis ha ottenuto il terzo tempo nei 50 stile libero.
A Parigi, dunque, il valore della spedizione italiana non si misura soltanto dal numero delle medaglie vinte. Il dato forse più significativo è la continuità di un movimento capace di rinnovarsi senza perdere competitività. Con Los Angeles 2028 già all’orizzonte, questi Europei raccontano un’Italia sospesa tra presente e futuro: da una parte i campioni che continuano a vincere, dall’altra i giovani che stanno iniziando a costruire la propria storia. E con ancora due giorni di gare davanti, quota 32 potrebbe essere soltanto un punto di passaggio.