Niffoi a "Time in Jazz": il libro si trasforma in racconto e musica

A Berchidda Paolo Fresu presenta Lo spiedo e la rosa, il nuovo giallo dello scrittore di Orani con l’ispettore Bobo Sirboni e la commissaria Lella Camandula. La conversazione lascia presto la trama per seguire ricordi, libri, musica e gli episodi di una vita raccontati da Niffoi. La serata sarda in una piccola nota di Luisa Marini e nel resoconto di Lorenzo Lazzeri

Niffoi a "Time in Jazz":  il libro si trasforma in racconto e musica
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

14 Agosto 2026 - 13.29 Culture


ATF AMP

di Luisa Marini

Top Right AMP

Esattamente vent’anni fa lessi “La vedova scalza” di Salvatore Niffoi (Premio Campiello 2006) e fui folgorata dalla sua scrittura ruvida, quasi materica, che riporta a una Sardegna ancestrale. Specialmente, fui colpita dal racconto dei sogni della protagonista.

Ieri a Sa Casara, quartier generale di Time in Jazz, ho potuto ascoltare questo prolifico scrittore originario di Orani (Nuoro), classe 1950, laureato a Roma nel 1976 con una tesi sulla poesia in lingua sarda, prolifico scrittore di circa 25 tra racconti e romanzi, tutti ambientati in Sardegna.

Dynamic 1 AMP

È un ometto con una bella parlantina: Paolo Fresu, che lo presenta, lo lascia fare. L’incontro è una lunga cavalcata, tra origini familiari e aneddoti, che riporta all’amata musica e alla scrittura.

di Lorenzo Lazzeri

Berchidda, 12 agosto 2026. Doveva essere la presentazione di un giallo. Dalle 19 alle 20, alla trentanovesima edizione di Time in Jazz, Paolo Fresu, egli stesso grande lettore, ha invitato Salvatore Niffoi a parlare di Lo spiedo e la rosa, il nuovo romanzo dello scrittore di Orani nel quale compaiono per la prima volta l’ispettore Bobo Sirboni e la commissaria Lella Camandula. Del libro si è parlato, ma Niffoi ha presto portato il pubblico altrove: Orani, l’infanzia, la famiglia, i primi libri, l’insegnamento, la musica e la vecchiaia.

Dynamic 1 AMP

Salvatore Niffoi ha letto una pagina sull’infanzia: “Quando ero bambino non esistevano le stagioni”, fino al ricordo della casa senza luce e del mandarino regalato dalla nonna, la cui buccia spruzzata negli occhi gli faceva vedere, almeno per un momento, “la vita tutta a colori”.

Fresu ha spiegato perché uno scrittore fosse finito in un festival jazz. È stato detto, che è un appassionato di musica e scrive ascoltandola, ma soprattutto la sua è una “scrittura sonora”, nella quale le parole hanno ritmo e un suono riconoscibile anche quando vengono semplicemente lette.

Il libro, pubblicato da La nave di Teseo,  è tornato in tema con il collegamento telefonico di Elisabetta Sgarbi, editrice di Niffoi. Sgarbi ha raccontato che nei programmi editoriali avrebbe dovuto esserci prima Nostra Terramanna. È stato lo stesso autore a chiederle di cambiare ordine: aveva appena terminato questo giallo e voleva pubblicarlo subito. Nel romanzo l’indagine è affidata a Bobo Sirboni e Lella Camandula, legati anche da una relazione personale. Sgarbi ha espresso l’auspicio che il libro possa diventare il primo di una serie, e lì l’autore afferma di averne già almeno altre cinque pronti e uno in gestazione, poiché la mole di materiale disponibile, a suo dire, è davvero vasta. Poi ha ampliato il conto ai manoscritti ancora inediti, alle favole per le nipoti e agli altri romanzi già scritti, fino a ricordare di aver proposto a Sgarbi di pubblicarne dieci insieme. “Poi uno va lì e si compra quello che vuole”, ha detto, incontrando la resistenza molto concreta dei costi editoriali.

Dynamic 1 AMP

Niffoi ha continuato raccontato di essere nato a Orani, in una casa scavata nell’arenaria, cinque metri per sette, con così poca luce che gli pareva esser diventato un geco e una porta così bassa che, nel suo racconto, in casa “entravamo tutti di culo”. Non vi ha mai portato la moglie, con la quale vive da 52 anni, né i figli.

Dalla casa dell’infanzia il racconto è passato al nonno Totoni Carroni, anarchico, appassionato di elettronica e iscritto ai corsi di Radio Elettra. Negli anni Cinquanta costruiva televisori. Aveva anche una stanza tenuta chiusa, piena di libri. Niffoi ricorda Rimbaud, Baudelaire, Zola, Tolstoj e Balzac. Quando riuscì a capire come entrarci da solo, cominciò a prendere ciò che trovava e leggere, tanto…

Il racconto ha continuato a saltare da un episodio all’altro. L’esperienza da insegnante, gli alunni portati fuori da scuola per riconoscere piante ed erbe, i figli cresciuti fra libri e musica, la casa riempita da metri di scaffali. Poi il rapporto con la scrittura: Niffoi ha spiegato che lavora ascoltando musica e che la scelta cambia insieme alle pagine. Può esserci Čajkovskij, Wagner, Fresu o altro ancora. “Quando scrivo danzo sulla tastiera”, ha detto.

Dynamic 1 AMP

Il libro riaffiorava senza riuscire a trattenere a lungo la conversazione. Anche Paolo Rossi, chiamato a leggere scherzosamente parte di un capitolo, ha contribuito a riportare per qualche minuto l’incontro sulle pagine di Lo spiedo e la rosa.

Quando Niffoi ha finalmente restituito la parola a Fresu, il musicista ha trovato una definizione dell’ora appena trascorsa: se quella “galoppata” tra i ricordi e le esperienze fosse stata trascritta, avrebbe potuto diventare essa stessa un libro dello scrittore di Orani. Persone, luoghi, memoria, invenzione e suono erano passati l’uno dentro l’altro quasi senza interruzione.

Niffoi ha chiuso tornando alla vecchiaia, alla morte e alle due cose che continua a considerare necessarie: leggere e ascoltare musica. Ha immaginato persino la propria bara con una piccola luce, libri e una memoria piena di registrazioni. “Almeno il buio mi sembrerà meno buio”, ha detto.

Dynamic 1 AMP

Per buona parte della serata, però, Niffoi aveva raccontato il materiale da cui i libri vengono prima ancora di essere scritti.

FloorAD AMP
Exit mobile version