di Anva -Associazione Naturalistica Valle dell’Aniene
In queste ore è in corso un intervento autorizzato, l’ennesimo, che ha come obbiettivo la distruzione di un’area verde all’interno del Comune di Guidonia Montecelio.
L’area interessata è posta in una proprietà privata tra Via Tacito e Via Tito Livio ed è costituita da un denso filare, largo oltre 20m, di alberi di grandi dimensioni. All’interno dell’autorizzazione all’abbattimento emessa da Comune di Guidonia Montecelio ed esposta sul confine della proprietà viene menzionato: “n. 10 querce alte dai 10m e con circonferenza di 565cm”.
Questo dato conferma la presenza di alberi di dimensioni importanti (nel dettaglio le querce in questione sono principalmente roverelle: Quercus pubescens) ma omette la presenza di numerose altre specie di alberi e arbusti presenti nell’area. Si segnala in particolare la presenza di grandi esemplari di Alloro (Laurus nobilis).
La superficie di tale lembo di vegetazione arborea ammonta a circa 1800 metri quadri. In base al Decreto Legislativo 34/2018 un’area boschiva deve possedere, tra le varie caratteristiche, una superficie di almeno 2000 metri quadri per essere definita tale. Nonostante quest’area effettivamente non soddisfi tale requisito, appare comunque meritevole di essere mantenuta per via della sua posizione e della sua storia.
La vegetazione arborea è situata sui margini di un fosso quasi interamente tombato. Uno dei pochi tratti non tombati è proprio interessato da quest’operazione di abbattimenti. Basandosi sulle isoipse (Geoportale Regione Lazio) è possibile ricostruire la posizione dell’alveo anche nei punti ormai non più osservabili. Il fosso appare privo di toponomastica ufficiale. Aveva origine dalla depressione del Laghetto di cui era emissario, proseguendo lungo l’attuale Via Tito Livio, Via Tacito per poi costeggiare Via Tucidide e confluire nel Fosso dell’Inviolata all’interno dell’omonima area protetta.
La vegetazione in questione di fatto costituisce l’ultima porzione di vegetazione arborea e arbustiva intatta lungo tale corso d’acqua. Attualmente non sono note le motivazioni che hanno portato alla decisione dell’abbattimento ma è noto che le particelle catastali interessate siano le 1680-1681-1706-1707-1709-1710 (Foglio 5) mentre, ad oggi (12 ottobre 2026), le operazioni di abbattimento risultano iniziate a partire dalla parte meridionale della proprietà, all’interno della particella 1708 (non menzionata nell’elenco precedente) e appare evidente come si stia effettuando un abbattimento totale della vegetazione esponendo il fosso sottostante.
È inoltre noto che il Comune, oltre ad autorizzare l’abbattimento, prescrive la sostituzione con “altre n. 10 essenze arboree”. Una tale operazione porterebbe non solo all’abbattimento delle 10 querce citate ma anche all’abbattimento di centinaia di alberi e arbusti di piccole e medie dimensioni presenti nelle immediate vicinanze. Per questo motivo la messa a dimora di un numero così esiguo di alberature non appare minimamente sufficiente a compensare quelle eliminate.
L’eliminazione totale della vegetazione favorirebbe l’erosione superficiale dovuta dalla pendenza del terreno e lascerebbe spazio libero alla proliferazione della canna comune (Arundo donax), specie aliena estremamente invasiva già presente in alcuni punti all’interno della proprietà. Alla luce di ciò appare evidente la necessità di fermare i lavori al fine di mantenere intatta la parte di bosco non ancora tagliata favorendo la conservazione e la tutela di una delle ultime aree verdi presenti nel centro abitato.
