Osvaldo Scardelletti, un uomo senza tempo: l'Università Popolare Eretina celebra la memoria e l'opera di un intellettuale sabino

Sabato 7 novembre alle 18:00, al Teatro Comunale F. Ramarini, l'UPE presenta il libro postumo “L'Universo del nostro silenzio” di Osvaldo Scardelletti, intellettuale poliedrico legato a Monterotondo. L'opera unisce realismo magico e atmosfere pastorali.

Osvaldo Scardelletti, un uomo senza tempo: l'Università Popolare Eretina celebra la memoria e l'opera di un intellettuale sabino
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3 Novembre 2026 - 12.32


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di Giuliano Santoboni

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Osvaldo Scardelletti e Monterotondo, un grande appuntamento culturale Sabato 7 novembre, alle ore 18:00 al il Teatro Comunale F. Ramarini.

Con l’organizzazione dell’Università Popolare Eretina (UPE) nell’ambito della rassegna UPE per tutti, dedicato a una delle figure più poliedriche e affascinanti del territorio, verrà presentato il libro postumo “L’Universo del nostro silenzio”, curato da Giorgina e Paola Scardelletti ed impreziosito dagli scatti di Tonino Giannetti.

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Un protagonista d’altri tempi: tra cinema, letteratura e radici sabine

Osvaldo Scardelletti

Nato a Monterotondo il 21 aprile 1928 da una famiglia di contadini emigrati dal Teramano, Osvaldo Scardelletti ha incarnato lo spirito di un intellettuale profondamente legato alle proprie radici ma capace di spaziare con eccezionale talento tra i linguaggi dell’arte.

La sua formazione, passata attraverso i banchi del Liceo Classico Umberto a Roma e le proficue frequentazioni degli studi d’arte di via Margutta insieme all’amico Paolo Angelani, lo ha visto muoversi da pioniere in molteplici campi. Dagli esordi nel mondo dei fumetti e della grafica, Scardelletti è stato tra i protagonisti della fertile stagione del cartone animato italiano, lavorando con la Fax Film, la RKM e come disegnatore animatore presso la SPES di Catalucci. La sua carriera nel cinema si è poi evoluta toccando la sceneggiatura, il montaggio, gli effetti speciali e culminando nel 1970 come direttore artistico del reparto trucchi della TECNOSPES.

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Nonostante i ritmi intensi della vita romana e il trasferimento in zona Piramide nel 1961, il cuore di Osvaldo è sempre rimasto a Monterotondo. Animatore instancabile di attività culturali, poetiche e teatrali – sue le fortunate commedie Noi figli noi padri e Lu processu a lu magu – Scardelletti ha coltivato la scrittura in tutte le sue forme, dalla favola per bambini (Il giardino dell’erba voglio), ai romanzi storici come La pelle degli altri, dedicato proprio alle vicende monterotondesi in piena Seconda guerra mondiale. Pregevoli e gustose anche le poesie in dialetto romanesco pubblicate sul Rugantino e alle opere vernacolari edite dalla Pro Loco. È venuto a mancare improvvisamente il 15 dicembre 1991, lasciando dietro di sé una scia di progetti e opere di inestimabile valore.

Il libro e la poetica: le atmosfere di “L’Universo del nostro silenzio”

La presentazione di sabato offrirà al pubblico l’occasione di addentrarsi nella sensibilità letteraria di Scardelletti attraverso il suo romanzo postumo. La sinossi dell’opera ci guida in un suggestivo ambiente pastorale centro-italico, sospeso in un’atmosfera di realismo magico, tra boschi selvaggi e territori dominati dall’imponente monte Marrubio.

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Il protagonista della storia è Varoso, un coraggioso pastore che si interroga sul senso della vita, sulla giustizia e sul male in un mondo feudale segnato dalla sopraffazione. Attraverso le vicende di Varoso, il romanzo svela il profondo pensiero etico dell’autore. Da profondo conoscitore di botanica e ornitologia quale era, Scardelletti dipinge con passione il mondo delle selve, degli uccelli e della natura, fondendo il duro lavoro della pastorizia con una dimensione di eventi misteriosi, sciamani, superstizioni e leggende tramandate dalla tradizione orale.

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