L’arte narrativa di Jack Vettriano a Roma

A Palazzo Velli, dal 12 febbraio al 5 luglio, sarà dedicata una mostra dedicata a Jack Vettriano. L’esposizione presenta oltre 80 opere, ripercorrendo la carriera del pittore scozzese.

L’arte narrativa di Jack Vettriano a Roma
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12 Febbraio 2026 - 17.51 Culture


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Ad un anno dalla scomparsa dell’artista scozzese, noto per le sue composizioni narrative che hanno conquistato un pubblico internazionale, un esposizione lo celebra con oltre ottanta opere. Spicca The Singing Butler, il dipinto che lo ha reso immediatamente riconoscibile, presentato qui come riproduzione su carta museale a tiratura unica e firmata dall’autore.

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Un artista conosciuto universalmente, amato dal pubblico e spesso osteggiato dalla critica: Jack Hoggan, in arte Vettriano. Le sue opere mostrano un mondo lontano dalle sue origini, ma restano impresse nella mente di chi le osserva.

Nato in Scozia nel 1951, in un contesto segnato da conflitti sociali e lontano dalle arti delle élite, il “ragazzo di miniera” ha portato con sé le atmosfere noir, sensuali e malinconiche dei film di Hollywood che la classe operaia cercava ogni venerdì sera per distrazione. Autodidatta, Vettriano cercava la comprensione negli occhi degli spettatori: mai criptico, mai scontato, evocativo senza essere vago.

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La mostra propone un’ampia selezione di ritratti e scene narrative, con il suo stile riconoscibile, elegante e sospeso. Tra le opere più iconiche, ci sono coppie raffinate in controluce, ambienti che sembrano camere d’albergo, sale da ballo, club esclusivi o spiagge battute dal vento. Sono scene dove l’amore è protagonista, ma mai del tutto sereno: romantico e inquieto allo stesso tempo.

Il percorso è organizzato per sezioni tematiche, seguendo le principali fasi della carriera, e include anche opere meno note, che raccontano l’evoluzione del suo linguaggio visivo. Accanto ai dipinti, ci sono le fotografie scattate da Francesco Guidicini nello studio dell’artista e un video che ripercorre la sua evoluzione stilistica.

Curata da Francesca Bogliolo e realizzata in collaborazione con Pallavicini s.r.l. e Jack Vettriano Publishing, la mostra mette in luce come Vettriano abbia saputo unire un’estetica accessibile e popolare a una narrazione intensa, capace di catturare l’immaginario collettivo.

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Alla fine del percorso, lo spettatore resta sospeso tra fascino e malinconia, tra desiderio e ricordo. Le figure di Vettriano, così eleganti e sfuggenti, continuano a raccontare storie che non smettono di insinuarsi nella mente, ricordandoci che l’arte può essere popolare senza mai perdere il suo mistero, soprattutto considerando che Jack Vettriano non dipinge solo scene, ma emozioni: entrarci dentro è impossibile restarne indifferenti.

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