Al via il secondo Festival internazionale per la parità di genere

Sei giorni di eventi gratuiti tra Perugia, Terni e Foligno per costruire una cultura dell'inclusione attraverso il dialogo e le arti.

Al via il secondo Festival internazionale per la parità di genere
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28 Aprile 2026 - 17.25 Culture


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Perugia si prepara a trasformarsi nuovamente nel cuore pulsante di una riflessione necessaria e profonda, estendendo il proprio raggio d’azione anche verso Terni e Foligno. La seconda edizione del Festival internazionale per la parità di genere, curata dall’Associazione Intersezioni ets, si presenta con un’ambizione rinnovata e una struttura decisamente più solida rispetto al debutto dello scorso anno. Il calendario, che si dipana nell’arco di sei giornate dal 4 al 9 maggio, promette un’immersione totale in un dibattito che non vuole limitarsi alla teoria, ma aspira a diventare pratica quotidiana e condivisa.

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Con oltre sessanta appuntamenti in programma e il coinvolgimento di circa duecento relatori, la manifestazione punta a coinvolgere non solo le aule accademiche dell’Università degli Studi di Perugia, ma l’intero tessuto cittadino attraverso mostre, performance teatrali e lezioni aperte, mantenendo la totale gratuità per garantire la massima accessibilità. Il valore dell’iniziativa è stato sottolineato con vigore durante la presentazione ufficiale a Palazzo Donini, dove le istituzioni regionali hanno ribadito come il tema dell’equità debba uscire dalla sfera della straordinarietà. La presidente Stefania Proietti ha espresso con chiarezza la visione politica e sociale che sostiene l’evento, affermando che “vogliamo dire che la parità di genere non è un’opzione, deve essere la norma e la normalità per tutti e in tutti i luoghi possibili”.

Un ottimismo che trova radici soprattutto nello sguardo delle nuove generazioni, descritte come libere dai pregiudizi del passato e attivamente impegnate nel richiedere un cambiamento radicale. A farle eco sono stati gli interventi di Tommaso Bori e Sarah Bistocchi, i quali hanno evidenziato la responsabilità della politica nel farsi carico di una questione di genere che in Umbria rimane prioritaria, trasformando la consapevolezza in azioni concrete.

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La coordinatrice della kermesse, Giuseppina Bonerba, ha tracciato il solco entro cui si muove questa edizione, definendola come un contenitore di “buone pratiche e buone idee per una cultura che rispetta i diritti delle donne e di ogni essere umano”. L’obiettivo dichiarato è quello di creare una sinergia reale tra le risorse del territorio e le persone che operano quotidianamente affinché i diritti non restino semplici enunciati su carta.

Questa spinta collettiva ha permesso al festival di crescere non solo nella durata, ma anche nella qualità dei contenuti, spaziando tra temi di stringente attualità come l’impatto dell’intelligenza artificiale, la ricerca della pace, l’eredità storica del voto alle donne e le espressioni artistiche contemporanee. Grazie a una rete d’eccellenza che include diversi ordini professionali, l’evento si propone come “un approccio costruttivo al tema della parità”, cercando di abbattere ogni barriera residua attraverso il dialogo e la bellezza.

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