Dal 14 al 18 maggio, il Lingotto Fiere di Torino torna a essere l’ombelico del mondo letterario sotto la guida di Annalena Benini. Per questa trentottesima edizione, il Salone Internazionale del Libro ha scelto di lasciarsi ispirare da una visione potente e senza tempo, mutuata da un’opera del 1968 di Elsa Morante: “Il mondo salvato dai ragazzini”. Questo tema non è solo un omaggio a una delle voci più grandi del nostro Novecento, ma rappresenta un manifesto programmatico che identifica nelle nuove generazioni l’unica vera possibilità di salvezza per una realtà ancora ferita e irrisolta.
L’apertura dei lavori, prevista per il pomeriggio del 14 maggio nella Sala Oro, è affidata a Zadie Smith. La scrittrice britannica, nota per la sua capacità di sviscerare le complessità dell’identità contemporanea, terrà una lezione inaugurale intitolata “Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così“, portando il pubblico a riflettere sulla natura assoluta e vibrante dell’adolescenza. La presenza di Smith incarna perfettamente lo spirito della fiera: un luogo dove il saggio si fonde con la narrativa per esplorare i confini della razza e della cultura attraverso una lente critica e mai banale.
L’architettura stessa dell’evento si evolve per abbracciare questa missione educativa e di scambio. I classici padiglioni storici e l’Oval vengono integrati dal consolidamento del Padiglione 4, una struttura concepita per essere il cuore pulsante del Bookstock. Quest’anno, l’Arena dedicata ai giovanissimi trova una collocazione autonoma ma integrata, collegata al complesso principale da una vasta piazza coperta. Si tratta di una scelta progettuale che mira a favorire il dialogo tra le generazioni e a migliorare l’accoglienza, riducendo i rumori di fondo per permettere a laboratori e incontri di fluire in armonia. Anche il settore professionale si rinnova con sessioni di confronto dinamico tra editori, librai e influencer all’interno del Publishers Centre.
Le novità logistiche del 2026 vedono l’esordio del Padiglione 5 sul Piazzale P5. Questo spazio poliedrico muterà pelle durante i giorni della manifestazione: inizierà ospitando l’Area Business per poi trasformarsi, dal sabato, nel “Club”, un ambiente dedicato alle forme espressive più moderne come la stand-up comedy. A completare questa geografia della cultura restano punti di riferimento imprescindibili come il Centro Congressi e la suggestiva Pista 500 della Pinacoteca Agnelli, dove l’arte contemporanea dialoga con un giardino pensile sospeso sulla storia industriale della città.
Il palinsesto è monumentale, con circa 2.700 appuntamenti distribuiti in 70 sale, a cui si aggiungono gli schermi dell’UCI Cinema Torino Lingotto per accogliere il fenomeno del genere romance, che quest’anno raddoppia la propria presenza. Tra le nove sezioni tematiche curate da intellettuali e artisti, spicca quella dedicata proprio al tema portante dell’anno, curata da un collettivo di giovani voci tra cui Veronica Frosi e Lorenzo Riggio.
Il respiro internazionale della kermesse è garantito da una parata di ospiti che conferma Torino come capitale europea del libro. Il Premio Nobel László Krasznahorkai guida una lista di nomi eccellenti che include David Grossman, presente per la pubblicazione di un importante volume antologico, ed Emmanuel Carrère. Dalle riflessioni politiche di Ece Temelkuran alla narrativa di Peter Cameron, passando per le voci di Irvine Welsh e Richard Flanagan, il Salone sarà un mosaico di storie globali. Un’attenzione particolare è riservata anche ai piccoli lettori, che potranno incontrare autori e illustratori come Magali Bonniol e Hervé Tullet, impegnato in una performance che trasforma la lettura in un atto collettivo e creativo.
