Il direttore d’orchestra Nabil Shehata descrive il senso del progetto “Musica e Pace”, che il 2 agosto chiuderà a Lucca il Virtuoso & Belcanto Festival, con queste parole ”Per me la musica è connessione. Quando suoniamo o ascoltiamo musica, condividiamo un’esperienza che trascende lingua, nazionalità, religione o provenienza. La musica ha la straordinaria capacità di unire le persone e di ricordarci la nostra comune umanità”. Sul podio guiderà un’orchestra formata per l’occasione da studenti del festival, della Akademie Barenboim-Said, del Conservatorio Boccherini e della Scuola di Musica di Fiesole.
Il progetto riunisce giovani musicisti israeliani, palestinesi e provenienti dal Medio Oriente e Nord Africa, con l’obiettivo di creare un’esperienza comune attraverso la musica. Accanto a Shehata ci saranno il primo violino Jan Bjøranger e il violoncellista solista Claudio Bohórquez. Il programma del concerto prevede la Fantasia su un tema di Thomas Tallis di Vaughan Williams, le Variazioni su un tema rococò di Čajkovskij e la Sinfonia n. 2 di Ludwig van Beethoven.
Shehata sottolinea come la musica sia una forma di comunicazione unica: “In un’orchestra ogni musicista deve suonare la propria parte ascoltando attentamente gli altri che potrebbero suonare qualcosa di totalmente diverso. Solo attraverso questo equilibrio tra responsabilità individuale e consapevolezza reciproca un’esecuzione può davvero prendere vita”. E aggiunge che questo processo nasconde una lezione preziosa: “Possiamo mantenere le nostre opinioni pur ascoltando e rispettando il punto di vista degli altri. In questo senso, la musica non solo unisce le persone, ma ci insegna anche a vivere e lavorare insieme”.
L’idea di “Musica e Pace” nasce proprio in questo spirito e si svolgerà tra Lucca, Firenze e Pisa. L’undicesima edizione della rassegna propone oltre 40 appuntamenti, dal 21 luglio al 2 agosto. “Sono onorato di dirigere il concerto di chiusura. Ciò che rende davvero speciale questo festival è la capacità di riunire studenti provenienti da tutto il mondo in un unico luogo”. In un momento storico segnato da aggressioni e divisioni, il progetto diventa anche un momento di felicità, speranza e gioia come risposta.
La scelta della Sinfonia n. 2 di Beethoven viene letta come espressione di un pensiero rivoluzionario e profondamente umano: “Beethoven non si è mai interessato a compiacere i politici o a seguire le mode del momento. Credeva nella libertà e nei valori umani. Credo che questo messaggio rimanga altrettanto attuale oggi”.
L’orchestra è stata creata appositamente per questa edizione del festival, ma l’idea è quella di farla crescere e coinvolgere sempre più musicisti da diversi Paesi nelle prossime edizioni.
