A Siena il primo incontro del progetto europeo Impact per sviluppare anticorpi monoclonali contro il vaiolo

Una cordata di università e istituzioni europee per prevenire possibili epidemie. Per l'Italia la senese Sclavo Vaccines Association insieme a Università di Siena, Fondazione Biotecnopolo e Philogen S.p.A.

A Siena il primo incontro del progetto europeo Impact per sviluppare anticorpi monoclonali contro il vaiolo
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18 Luglio 2026 - 12.02 Culture


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Innovative Monoclonal Antibody Against Poxviruses for Advanced Countermeasures: questo il significato dell’acronimo IMPACT, nome del Consorzio europeo che riunisce istituzioni scientifiche di eccellenza e partner industriali.

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Attraverso l’omonimo progetto, finanziato con quasi 10 milioni di euro per i prossimi quattro anni dal programma Horizon della UE, gli esperti lavoreranno allo sviluppo di nuove soluzioni basate su anticorpi monoclonali contro gli ortopoxvirus, uno specifico genere di virus che, in alcuni casi, può infettare gli esseri umani, come nel caso del vaiolo delle scimmie e di quello bovino, rispondendo così a un’importante esigenza di salute pubblica a livello europeo e globale.

La sconfitta del vaiolo nel 1980 ha rappresentato una delle più importanti vittorie della salute pubblica globale, ma l’interruzione delle campagne vaccinali ha portato a una progressiva diminuzione dell’immunità della popolazione mondiale, oggi stimata tra il 75% e il 90%, con una crescente vulnerabilità a possibili nuove epidemie. I recenti focolai di vaiolo delle scimmie hanno dimostrato che gli ortopoxvirus rappresentano ancora una rilevante minaccia e poiché questi virus continuano a adattarsi e a diffondersi tra gli esseri umani, la disponibilità di strumenti innovativi ed efficaci è diventata una priorità urgente.

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Coordinato dalla organizzazione non-profit senese Sclavo Vaccines Association, il progetto IMPACT coinvolge altre tre istituzioni della città, l’Università di Siena, la Fondazione Biotecnopolo e Philogen S.p.A., insieme a partner provenienti da Belgio, Francia, Germania, Norvegia e dalla Repubblica Democratica del Congo. Alla guida del progetto, il professor Rino Rappuoli, Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo. Tra gli altri italiani coinvolti figurano il dottor Emanuele Andreano, Responsabile del Laboratorio di Sierologia e Immunologia della stessa Fondazione, e la professoressa Donata Medaglini, Prorettrice Vicaria dell’Università di Siena.

Il primo incontro a Siena ha rappresentato un’importante occasione per i partner del progetto per allineare le attività scientifiche, tecnologiche e operative, stabilire i quadri di collaborazione e definire la strategia comune per il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il progetto integrerà anche tecniche di ottimizzazione degli anticorpi monoclonali basate sull’intelligenza artificiale e strategie di ingegneria proteica.

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