Sono ancora diffusi molti pregiudizi sull’obesità in adolescenza. Per anni l’eccesso di peso nei ragazzi è stato ricondotto quasi esclusivamente a un’alimentazione scorretta e alla scarsa attività fisica. Oggi, però, è chiaro che si tratta di una condizione molto più complessa, influenzata da fattori genetici, metabolici, psicologici e sociali.
Negli ultimi decenni, inoltre, il contesto in cui vivono gli adolescenti è diventato sempre più “obesiogeno”: la maggiore disponibilità di alimenti ultraprocessati e bevande zuccherate, insieme a una maggiore sedentarietà , ha contribuito all’incremento dei casi di sovrappeso e obesità. Questo nuovo approccio è alla base della prima linea guida italiana dedicata alla gestione del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni.
Il documento sottolinea che l’eccesso di peso deve essere affrontato con tutti gli strumenti terapeutici disponibili, attraverso un percorso personalizzato che può includere educazione alimentare, interventi sul comportamento, attività fisica e, nei casi indicati, anche terapie farmacologiche o chirurgiche. Come spiega Marco Cappa, endocrinologo e coordinatore del gruppo di lavoro che ha elaborato le linee guida, la principale novità non consiste soltanto nell’introduzione delle terapie farmacologiche, ma soprattutto nel riconoscimento definitivo dell’obesità come una malattia cronica.
L’obesità, infatti, aumenta il rischio di sviluppare numerose patologie, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, dislipidemie, steatosi epatica, disturbi osteoarticolari e alcune forme di tumore. A ciò si aggiungono importanti ripercussioni sulla salute mentale e sulla qualità della vita. Anche l’impatto economico è considerevole: secondo le stime internazionali, il costo globale dell’obesità potrebbe raggiungere i 4.000 miliardi di dollari, pari a circa il 3% del PIL mondiale, considerando sia le spese sanitarie legate alla cura della malattia e delle sue complicanze, sia le perdite di produttività.
Per gli esperti, dunque, l’obesità non può più essere considerata un semplice problema estetico, ma una vera e propria malattia cronica che richiede prevenzione, diagnosi precoce e cure adeguate.
