A Roma una maratona letteraria per ricordare due secoli di donne in lotta per la libertà

All'interno di Villa Pamphilj, al Casale dei Cedrati, tra ricordi letterari e riflessioni sulle sfide urgenti del nostro presente. Nell'organizzazione dell'iniziativa anche l'associazione GiULiA Giornaliste.

A Roma una maratona letteraria per ricordare due secoli di donne in lotta per la libertà
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15 Settembre 2026 - 12.01 Culture


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Nella mattinata di sabato 19 settembre gli spazi del Casale dei Cedrati all’interno di Villa Doria Pamphilj faranno da cornice a alla densa maratona culturale intitolata Libertà vo cercando. Senza fine l’inarrestabile battaglia delle donne. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra All Around, la cooperativa culturale Casale dei Cedrati e l’associazione GiULiA Giornaliste, con l’intento dichiarato di riannodare i fili di una memoria spesso dimenticata. Al centro dell’evento vi è la volontà di illuminare il percorso collettivo di protagoniste che, muovendo dai moti risorgimentali fino alle pagine più aspre della storia contemporanea, hanno impresso una svolta decisiva al tessuto sociale del Paese senza quasi mai ottenere i giusti tributi storici.

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Il tracciato narrativo prende le mosse dagli albori dell’unità nazionale grazie alle pagine curate da Chiara Bonome intitolate Le sfacciate meretrici, un tributo al coraggio e alla dedizione di quelle figure femminili che lottarono per l’indipendenza italiana agendo sullo stesso piano dei loro compagni. Il cammino prosegue inoltrandosi nella Sicilia d’altri tempi descritta da Maria Grazia Giammarinaro in Donne di un altro mondo, dove l’esistenza quotidiana si dipana tra le maglie strette della povertà, la dittatura fascista, il conflitto bellico e la pressione mafiosa, trasformandosi in una faticosa e caparbia affermazione di autonomia. La transizione verso l’età repubblicana e l’alba della Carta costituzionale viene invece rievocata nell’opera curata da Lucia Visca e Marina Viola, intitolata Sebben che siamo donne, che si avvale di un saggio firmato da Graziella Falconi per restituire spessore all’apporto femminile nella Resistenza. A questo filone si collega Le ragazze della cooperativa, sempre firmato da Lucia Visca, che riporta alla luce la dirompente epopea vissuta nel 1970 da un gruppo di giovanissime ad Allumiere, capaci di rivoluzionare il destino di intere generazioni locali.

L’articolata ricognizione letteraria si addentra successivamente nelle zone d’ombra delle dinamiche relazionali e sociali con il contributo di Francesca Malerba, autrice di Sono bella per te, un’indagine focalizzata su quelle forme di violenza psicologica che colpiscono l’integrità e annientano l’indipendenza individuale pur non lasciando tracce visibili sul corpo. Il dramma del vincolo criminale emerge con forza in Ninna Nanna. Una storia d’amore e di mafia di Rita Mattei, che traccia il percorso sofferto di una donna determinata a recidere i legami con un contesto di mafia totalizzante. La prospettiva si allarga poi agli scenari internazionali e alle nuove trincee dei diritti calpestati attraverso Voci di resistenza di Antonella Napoli, un reportage sulle attiviste impegnate a difendere le libertà civili di fronte alle restrizioni delle politiche migratorie d’oltreoceano, e Shopping pericoloso di Stefania Giacomini, incentrato sui circuiti criminali legati alla tratta di esseri umani e al lavoro coatto.

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A suggellare questa staffetta di testimonianze e riflessioni intervengono infine due sguardi acuti sul presente. Da un lato Il fazzoletto di Lenin di Giovanna Cucè, che ripercorre le vicissitudini di un nucleo familiare ligure trapiantato sulle sponde del Mar d’Azov e travolto dalle purghe del regime sovietico; dall’altro Basta essere umani. Guida pratica per non estinguerci di Susanna Di Vincenzo, concepito come un esplicito sollecito a riconfigurare il legame profondo tra la specie umana, il contesto sociale e la tutela del pianeta, traducendo la presa di coscienza in prassi concreta. La rassegna si propone dunque come un’occasione collettiva per interrogarsi su una questione cruciale: quanto è ancora lunga la strada verso una libertà pienamente conquistata? L’appuntamento intende ribadire che la spinta all’autodeterminazione non si esaurisce nei libri di storia, ma pulsa nel presente e pretende di essere costantemente alimentata.

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