Il Terzo Spazio per la crescita dei ragazzi
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Il Terzo Spazio per la crescita dei ragazzi

Uno studio mostra dove i bambini e preadolescenti imparano a socializzare oltre a casa e scuola.

Il Terzo Spazio per la crescita dei ragazzi
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11 Gennaio 2026 - 18.46 Culture


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Ci sono luoghi liberi ma sicuri in cui bambini e preadolescenti costruiscono le loro relazioni sociali: il cosiddetto “Terzo Spazio”.

Una ricerca ha esplorato questo fenomeno intervistando vari genitori e analizzando come i loro figli, tra i 7 e i 14 anni, vivano il loro tempo libero al di fuori di casa e scuola. Si tratta di quei momenti in cui i giovanissimi sono completamente liberi e possono socializzare con i coetanei, piccoli spazi quotidiani che restano tra loro.

Lo studio fotografa la quotidianità di ragazzi e ragazze, divisa tra momenti in famiglia, scuola, hobby e tempo libero.

Il 66% dei giovani dedicava almeno un’ora allo studio, mentre lo sport e la TV rappresentano entrambi il 52%. In mezzo si colloca il tempo dedicato agli amici.

Il Terzo Spazio prende forma nei luoghi di prossimità: cortili scolastici, campi sportivi, panchine, ecc. La sua importanza, in termini di autonomia e indipendenza, è riconosciuta dall’87% dei genitori, e il 66% ritiene che rafforzi le abilità sociali. Nella pratica, però, i momenti senza supervisione sono pochi: circa il 33% dei casi, che salgono al 47% nella fascia 13-14 anni. Questo dato deriva dal timore dei genitori per la sicurezza dei propri figli, sia fisica sia legata alle cattive compagnie; per entrambi gli aspetti il valore è intorno al 34%. Lo stesso vale per il controllo online, che si attesta al 33%.

I momenti di autonomia, infatti, non sono più relegati solo agli spazi esterni ma anche al digitale: Internet è utilizzato da quasi la metà dei preadolescenti (44%), diventando a tutti gli effetti un nuovo Terzo Spazio.

L’attenzione dei ragazzi è catturata dai social media (circa il 59%), soprattutto nella fruizione di video brevi su YouTube e TikTok. Tra gli 11 e i 14 anni, Internet diventa uno strumento più versatile: il 47% lo utilizza per lo studio, il 46% per restare in contatto con gli amici. Tra i più piccoli, 7-10 anni, queste percentuali scendono rispettivamente al 35% e al 21%.

Cambia anche il modo in cui ci si collega: tra i bambini l’uso di Internet è supervisionato dai genitori (56%), mentre i più grandi navigano più spesso da soli (39%). Questo porta più occasioni di dialogo (33%), ma anche qualche momento di isolamento (26%).

Questi dati mostrano come lo stare online possa costituire un nuovo Terzo Spazio, capace di generare un diverso tipo di socializzazione tra i giovanissimi.

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