“We are all in this together”: 20 anni di High School Musical
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“We are all in this together”: 20 anni di High School Musical

A vent’anni dal debutto la pellicola rimane un fenomeno culturale che ha segnato profondamente l’immaginario dei millennials, rivoluzionando il musical televisivo e rendendolo molto più vicino al mondo degli adolescenti.

“We are all in this together”: 20 anni di High School Musical
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6 Febbraio 2026 - 18.57 Culture


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di Victoria Picchetti

Sono già passati vent’anni da quando per la prima volta cantavamo e ballavamo sulle note delle canzoni di High School Musical, che esattamente il 20 gennaio 2006 debuttava su Disney Channel trasformando il cast in star globali. Diretto da Kenny Ortega, il film ha generato una trilogia di enorme successo, segnando la cultura pop dei millennials con brani memorabili e coreografie iconiche che tutt’oggi cantiamo e balliamo con grande emozione. Nonostante siano passati tanti anni, la pellicola continua a vivere nella nostra memoria e nella nostra quotidianità. Basta vedere la quantità di contenuti social che riprendono le scene e le citazioni più celebri del film e di video di persone che cantano e ballano le canzoni che hanno segnato la nostra infanzia e che evocano tutte le volte un senso di nostalgia per i primi anni 2000.

Ma perché la trilogia ha avuto così tanto successo? Perché High School Musical, nonostante possa sembrare “leggero”, è stato un film rivoluzionario per diversi motivi soprattutto nel contesto in cui è uscito. Ha cambiato modo di fare film musicali per la TV: prima di esso i musical erano quasi sempre grandi produzioni cinematografiche o prodotti di nicchia. Con High School Musical invece, Disney Channel ha dimostrato che il genere poteva avere una qualità musicale altissima e diventare un fenomeno globale.

Uno degli aspetti più innovativi del film è l’aver reso il musical di nuovo attuale e vicino agli adolescenti, utilizzando ambientazioni quotidiane come la scuola e affrontando temi tipici dell’età giovanile, come la ricerca della propria identità e il desiderio di esprimere più talenti senza essere etichettati. Il messaggio centrale invita infatti a superare stereotipi e aspettative sociali, promuovendo l’idea che ognuno possa essere libero di seguire le proprie passioni. Molti giovani furono toccati dal messaggio e probabilmente continuano ad esserlo oggi, considerando così High School Musical un po’ come un punto di riferimento nelle loro vite.

Anche la storia d’amore tra i due protagonisti Troy (interpretato dall’attore Zac Efron) e Gabriella (interpretata dall’attrice Vanessa Hudgens) ha contribuito a far affezionare i millenials, portandoli a sognare una relazione come la loro. Inoltre High School Musical ha inaugurato un nuovo modello di intrattenimento, diventando un vero e proprio fenomeno commerciale grazie a colonne sonore di grande successo, sequel, concerti e merchandising. Ciò ha contribuito a creare una forte identificazione del pubblico con i personaggi e la storia.

Per non parlare degli attori principali, che grazie a questo film sono diventati a tutti gli effetti icone culturali, in particolare Zac Efron e Vanessa Hudgens. Il primo è diventato il simbolo dell’adolescente diviso tra talento sportivo e passione artistica. La sua immagine ha contribuito a ridefinire il modello del protagonista maschile nei film per ragazzi, ovvero non più solo forte e competitivo, ma anche sensibile, capace di esprimere emozioni e di cantare. La seconda invece ha rappresentato una figura femminile intelligente, determinata e autonoma che esce dallo stereotipo di ragazza passiva. Entrambi sono diventati una presenza costante sia sui media, che nella musica e nella moda, segnando lo stile e i gusti di un’intera generazione.

Purtroppo non sono mancati episodi spiacevoli che hanno colpito il cast, in particolare l’attrice principale Vanessa Hudgens. Durante quegli anni, è stata coinvolta in uno dei primi casi mediatici di revenge porn legati ad una celebrità. Tra il 2007 e il 2009 furono infatti diffuse online, senza il suo consenso, alcune sue foto private scattate in un contesto intimo e non destinate al pubblico. Al tempo il termine “revenge porn” non era conosciuto e mancava consapevolezza sociale e legale su questo tipo di violenza. I giornali e i media iniziarono a colpevolizzare l’attrice, mettendo in discussione la sua immagine pulita legata alla Disney e trattarono l’episodio come uno scandalo e non come un abuso. L’attrice, dopo essersi scusata, ha continuato la sua carriera cercando di distaccarsi dall’immagine attribuitegli. Oggi, fortunatamente, episodi simili vengono interpretati in modo diverso e con più attenzione nei confronti della vittima.

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