Man Ray torna a Venezia: 160 opere a Ca’ Giustinian
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Man Ray torna a Venezia: 160 opere a Ca’ Giustinian

Una mostra per approfondire il pittore, fotografo, regista e grafico statunitense tra i massimi esponenti del Dadaismo e del Surrealismo.

Man Ray torna a Venezia: 160 opere a Ca’ Giustinian
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7 Febbraio 2026 - 16.50 Culture


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“Man Ray, l’immagine ritrovata”, ecco il titolo della nuova mostra allestita presso il Portego di Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. Un omaggio a un grande e poliedrico artista e innovatore tramite la ricostruzione integrale dell’allestimento curato da Janus “Man Ray. Testimonianza” che cinquant’anni fa incantò l’isola di San Giorgio Maggiore. Presenti all’inaugurazione Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, e Debora Rossi, responsabile dell’Archivio Storico.

Una mostra imponente, 160 opere donate dall’artista all’Archivio Storico tra stampe da negativi, lastre, fotografie uniche, riproduzioni da cataloghi e pubblicazioni selezionati per ricostruire il percorso creativo dell’artista e evidenziare le tantissime potenzialità dell’arte fotografica. Accanto alle opere anche una serie di documenti, fotografie e materiali di lavoro che aiutano a contestualizzare il pensiero artistico di Man Ray.

“Oggi riproponiamo, dopo 50 anni, questa mostra che è parte del patrimonio delle collezioni dell’Archivio Storico. – ha commentato Debora Rossi – Le 160 opere esposte coprono l’intera carriera di Man Ray dal 1917 al 1973 e guidano il pubblico attraverso i suoi sogni e le sue suggestioni, ricostruite insieme a Janus e all’artista stesso. All’epoca, Man Ray era già malato e costretto a Parigi, ma seguì con attenzione e partecipazione la costruzione del progetto, donandolo poi all’Archivio della Biennale”.

“Siamo nel cuore pulsante della Biennale, che non si esprime solo attraverso mostre e festival, ma ha una sua quotidianità – ha dichiarato Pietrangelo Buttafuoco – Prossimamente annunceremo e prepareremo un luogo fisico in città che rappresenti questa dimensione quotidiana del nostro lavoro. Qui, in questo transito, possiamo incontrare i risultati del lavoro di questo ‘opificio continuo’ che è l’Archivio”.

La fotografia sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel mondo dell’arte e la riscoperta delle Avanguardie del Novecento dove affonda le radici, si affianca lo sperimentalismo legato alle nuove tecnologie. Buttafuoco ha continuato infatti sottolineando che “oggi ci ritroviamo di fronte a un maestro che applica il senso preciso dell’estetica utilizzando una tecnologia intrisa di pensiero: la fotografia. La fotografia si legge, l’articolo di giornale si guarda e in essa l’occhio dell’artista va dritto al punto, anche tra superfetazioni e invenzioni”.
Ad accompagnare la mostra un workshop dove verrà presentato il catalogo storico della Biennale del 1976 ora arricchito con nuovi testi, apparati iconografici e interventi critici.

“Il senso di riproporre questa collezione – ha aggiunto Rossi – è duplice: mostrarla per la qualità e la bellezza delle opere, e renderla accessibile a studenti, ricercatori e appassionati che all’epoca non avevano potuto vederla. La mostra diventa così strumento di studio e occasione di riflessione, con una prospettiva contemporanea sul contributo di Man Ray alla storia della fotografia”. La mostra resterà aperta per i prossimi mesi e ospiterà ulteriori eventi paralleli di discussione e approfondimento del percorso artistico di Man Ray e le sue influenze culturali.

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