Le voci delle donne in coro nelle poesie di Silvia Vecchini
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Le voci delle donne in coro nelle poesie di Silvia Vecchini

In occasione della Giornata Internazionale della Donna è stata presentata in libreria “Se tutte insieme. Poesie di madri, figlie, sorelle”, la raccolta che dà voce all’esperienza femminile.

Le voci delle donne in coro nelle poesie di Silvia Vecchini
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8 Marzo 2026 - 12.51 Culture


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“A volte, distrattamente, ce lo chiediamo. Eppure, nessuno vuole sapere cosa accadrebbe se un giorno le donne, tutte insieme, smettessero di riempire i carrelli della spesa, di coltivare, mondare, tagliare, impastare, cuocere, imboccare; se di colpo tutte smettessero di lavare visi, corpi, piatti, scale, pavimenti, vestiti.” Come riporta Mauretta Capuano sull’Ansa, è così che si apre la raccolta di Silvia Vecchini, pubblicata da Bompiani: un insieme di poesie-manifesto, o meglio, un invito alle donne a unirsi.

L’autrice è riuscita a creare una combinazione bilanciata tra leggerezza e profondità, come sa essere solo la poesia, e Vecchini non è vaga nelle sue parole: tratta temi universali, il quotidiano delle donne e i sempre più frequenti episodi di femminicidio e di violenza di genere. Ma le sue poesie non sminuiscono la realtà, anzi: elenca ciò che spesso emerge solo l’8 marzo: “Le spose forzate, le violate, le vendute, le barattate, le schiave, le marchiate, le sfruttate, le cedute come cosa propria, le ammazzate: è solo una variante della storia…”.

“Se tutte insieme” non è un motto vuoto: è un memento per tutti. La consapevolezza non è più sufficiente, proprio perché il sistema che ha permesso tutto ciò non si è mai fermato. Ed è qui che la poesia si trasforma in un invito ad agire, tutti insieme, trasformando un insieme di voci disorganizzate ma reali in un canto capace di esigere spazi di scambio e di condivisione sicuri, in cui dare e ricevere aiuto. Ma questa raccolta nasce anche per un altro motivo: la paura, il terrore che ogni persona consapevole prova assistendo a questo clima violento. Ed è proprio per questo che Vecchini ci invita a ricordarci che abbiamo una voce e che possiamo immaginare insieme un altro tempo.

La raccolta è suddivisa in quattro parti: “se tutte”, “antenate a me”, “segnaletica” e “istruzioni”. Anche se questo non si può definire un lavoro concluso: potrebbe continuare ad ampliarsi per raccogliere i pensieri delle donne, le storie e gli interrogativi.

Questa raccolta è per tutte le donne: coloro che si mettono in viaggio, che cambiano paese, lingua, vita, e tutto ciò per sopravvivere. L’autrice inoltre racconta che mentre scriveva pensava “a qualcosa che si alza in volo, come se per ogni generazione servisse un po’ di forza in più per alzarsi, per spostarsi, per andare verso un posto più accogliente, migliore, come fanno, ad esempio, gli uccelli migratori o le api che lavorano insieme. Ma quanta energia bisogna mettere insieme per farcela. È enorme quello che una donna si deve caricare sulle spalle per salvarsi. È incredibile il lavoro che deve fare quando denuncia.”

E anche se per molti le parole dell’autrice sembrano fin troppo utopistiche, è importante capire che il suo non è un desiderio impossibile. Innumerevoli date e nomi lo dimostrano: come accadde nel 1903 nel Regno Unito con il movimento delle suffragette guidato da Emmeline Pankhurst, o negli Stati Uniti con il movimento per i diritti civili animato dall’attivista afroamericana Rosa Parks. E basti anche solo pensare alle figure di Gloria Steinem e Betty Friedan. Questo elenco ci fa comprendere cosa accade quando le voci si uniscono, diventando incisive e impossibili da ignorare.

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