Il nuovo film Nagi Notes segna un momento importante per il regista giapponese Koji Fukada: per la prima volta, infatti, entra nel concorso principale del Festival di Cannes, consolidando un legame già forte dopo quattro partecipazioni.
L’opera, tratta dal dramma teatrale del 1994 Tokyo Notes di Oriza Hirata, racconta una storia ambientata nella cittadina di Nagi. Al centro c’è Yoriko, una scultrice segnata da un amore passato che continua a influenzare la sua arte. L’arrivo di Yuri, architetta di Tokyo ed ex cognata reduce da una separazione, dà vita a un confronto silenzioso. Il film affronta le difficoltà delle relazioni sentimentali e tocca anche il tema dei rapporti LGBTQ+, ancora complessi da accettare pienamente nella società giapponese.
Fukada, classe 1980, ha spiegato come il progetto sia stato selezionato con sua sorpresa, soprattutto considerando la presenza di altri importanti registi giapponesi in gara, tra cui Hirokazu Koreeda e Ryusuke Hamaguchi: la presenza contemporanea di tre film giapponesi a Cannes è stata per lui motivo di ulteriore soddisfazione.
Parallelamente, il regista è stato ospite a Roma per l’Asian Film Festival, dove ha presentato Love on Trial, film già mostrato a Cannes nel 2025 nella sezione Cannes Première. Ispirato a una storia vera, il film segue Mai, una giovane idol del J-pop, interpretata da Kyoko Saito, trascinata in tribunale dalla propria agenzia per aver violato la clausola contrattuale che vieta relazioni sentimentali.
Proprio il tema dell’amore e dei rapporti sentimentali è centrale per il cineasta: lo attira molto esplorare la natura stessa, soprattutto nel loro lato “crudele”, perché nel momento in cui si sceglie qualcuno, c’è qualcun’altro che viene escluso. Un tema che torna anche in Nagi Notes.
Un altro elemento ricorrente nel suo cinema è la presenza di protagoniste femminili. Fukada ammette di non averne una spiegazione precisa, ma riconosce di essere spesso attratto da storie di persone vittime o in posizione di minoranza: una condizione che purtroppo riguarda frequentemente le donne.
Grazie a questo sguardo sensibile e attento alle dinamiche sociali, il regista ha conquistato rapidamente l’attenzione dei principali festival internazionali.