L’Antitrust avvia la prima indagine su Apple in Europa
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L’Antitrust avvia la prima indagine su Apple in Europa

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene per verificare il rispetto delle regole comunitarie sull’interoperabilità dei servizi cloud su iOS e iPadOS.

L’Antitrust avvia la prima indagine su Apple in Europa
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16 Giugno 2026 - 18.26 Culture


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Il delicato equilibrio tra la tutela dei mercati digitali e lo strapotere delle grandi multinazionali tecnologiche si arricchisce di un capitolo fondamentale che vede protagonista l’Italia. L’Antitrust nazionale ha infatti ufficialmente aperto un’istruttoria nei confronti di Apple, focalizzando l’attenzione sul rispetto delle stringenti norme europee in materia di concorrenza. Al centro del mirino c’è l’obbligo di interoperabilità sancito dal Digital Markets Act, la complessa normativa comunitaria concepita per garantire che l’ecosistema digitale rimanga equo, accessibile e privo di monopoli di fatto. L’indagine punta a fare luce sul comportamento del colosso di Cupertino in relazione ai suoi celebri sistemi operativi per dispositivi mobili, ovvero iOS e iPadOS.

Secondo il quadro normativo vigente, l’azienda statunitense ha il preciso dovere di offrire ai fornitori esterni di servizi di archiviazione cloud dedicati ai consumatori un accesso pienamente paritario e del tutto gratuito. Questo significa che le aziende terze devono poter dialogare con l’infrastruttura di iPhone e iPad godendo delle medesime risorse, sia sul piano hardware sia su quello software, che la casa madre riserva nativamente al proprio servizio integrato iCloud. Il nodo della questione risiede proprio nel potenziale squilibrio tra i vari attori economici, poiché il Garante ha ravvisato che vi sono «elementi per ritenere che i fornitori terzi di servizi cloud consumer potrebbero non essere posti nelle stesse condizioni del servizio iCloud di Apple».

L’iniziativa italiana riveste un’importanza storica nel panorama legislativo del vecchio continente, configurandosi come il debutto assoluto nell’applicazione di specifici poteri ispettivi concessi a livello locale. Si tratta, nello specifico, della prima attuazione pratica delle prerogative delineate dall’articolo 38, paragrafo 7 del DMA, e supportate internamente dall’articolo 18 della legislazione nazionale per l’attuazione del regolamento europeo 2022/1925, il cui fine ultimo è rendere i mercati digitali autenticamente contendibili. L’intera attività istruttoria preliminare servirà a raccogliere prove e dati dettagliati che verranno successivamente trasmessi alla Commissione Europea, l’unico organismo istituzionale formalmente incaricato di sanzionare o correggere le storture dei colossi della tecnologia su scala continentale.

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