Festivaletteratura celebra 30 anni: a Mantova oltre 300 ospiti per interrogare il presente e immaginare il futuro
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Festivaletteratura celebra 30 anni: a Mantova oltre 300 ospiti per interrogare il presente e immaginare il futuro

Dal 9 al 13 settembre la città ospiterà scrittori, intellettuali e artisti da tutto il mondo. Tra gli ospiti Daniel Pennac, Emmanuel Carrère, Ece Temelkuran, Nathacha Appanah e Irvine Welsh. Un’edizione speciale dedicata alle grandi sfide del nostro tempo.

Festivaletteratura celebra 30 anni: a Mantova oltre 300 ospiti per interrogare il presente e immaginare il futuro
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25 Giugno 2026 - 16.54 Culture


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Trent’anni di incontri, storie e riflessioni condivise. Festivaletteratura taglia il traguardo del suo trentesimo anniversario e si prepara a celebrare l’importante ricorrenza con un’edizione straordinaria in programma a Mantova dal 9 al 13 settembre, che vedrà la partecipazione di circa 300 ospiti provenienti da tutto il mondo.

Tra i nomi più attesi figurano Daniel Pennac, Emmanuel Carrère, Ece Temelkuran, Nathacha Appanah e Irvine Welsh, insieme a personalità di rilievo internazionale come Gisèle Pelicot, Tim Berners-Lee, Geoff Dyer, Natasha Brown, Mathias Énard, Amitav Ghosh, David Szalay ed Hervé Tullet. Ampia anche la rappresentanza italiana, con autori e studiosi del calibro di Niccolò Ammaniti, Alessandro Barbero, Sandro Veronesi e Bianca Pitzorno.

Come racconta Mauretta Capuano, l’edizione 2026 si interroga sul significato di avere trent’anni in un’epoca segnata dall’incertezza e dalla difficoltà di immaginare il futuro, mantenendo viva quella vocazione al confronto culturale che fin dalla nascita ha caratterizzato la manifestazione mantovana.

Accanto al clima festoso, con eventi diffusi tra le vie e le piazze della città, musica dai balconi, performance e iniziative partecipative, il festival continuerà ad affrontare alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità. Tra i filoni centrali dell’edizione figurano identità e appartenenza, il rapporto con le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, l’aumento dei fenomeni di odio e polarizzazione sociale, i nuovi conflitti economici e la capacità di immaginare scenari futuri alternativi.

Spazio anche all’analisi dei grandi temi geopolitici. Il cardinale Matteo Zuppi e il giornalista Lucio Caracciolo proporranno una riflessione sul dialogo internazionale e sulle prospettive di pace nei principali scenari di crisi. La scrittrice anglo-palestinese Isabella Hammad e il poeta Haidar al-Ghazali approfondiranno invece il ruolo della letteratura e dell’arte come strumenti di testimonianza e resistenza.

Tra gli appuntamenti dedicati al linguaggio e alla comunicazione, il linguista Federico Faloppa analizzerà le dinamiche dell’odio verbale e della violenza linguistica, mentre Giampiero Piretto si concentrerà sull’uso della lingua come strumento di propaganda nei regimi autoritari. Sul rapporto tra parole, potere e discriminazione interverranno anche la semiologa Valentina Pisanty e l’attivista Houria Bouteldja.

Il festival guarderà inoltre alle trasformazioni economiche e sociali in corso. I giornalisti Francesco Costa e Simone Pieranni metteranno a confronto i modelli di sviluppo di Stati Uniti e Cina, mentre Riccardo Staglianò affronterà il tema della redistribuzione della ricchezza e della tassazione dei grandi patrimoni. Lo scrittore scozzese Douglas Stuart, vincitore del Booker Prize, racconterà invece le fragilità e le aspirazioni della classe lavoratrice britannica.

Non mancheranno gli appuntamenti ormai simbolo della manifestazione, come Volume!, che animerà Piazza Alberti con concerti e dj set, tra cui quello dello stesso Irvine Welsh, oltre a numerosi incontri dedicati alla poesia. Tra i protagonisti figurano la poetessa congolese Sarah Lubala, Patrizia Valduga, Silvia Vecchini e il progetto performativo Antigone, che riporterà al centro la dimensione orale della parola poetica.

A trent’anni dalla sua nascita, Festivaletteratura conferma così la propria identità: un luogo di incontro tra culture, idee e linguaggi differenti, capace di coniugare approfondimento, partecipazione e festa collettiva, mantenendo vivo il dialogo tra letteratura e società contemporanea.

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