La Spagna è Campione del Mondo
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La Spagna è Campione del Mondo

Con una rete di Ferrán Torres, all'inizio del secondo tempo supplementare, la squadra allenata da de la Fuente è riuscita a salire sul tetto del mondo per la seconda volta. Delusione, invece, per Messi, probabilmente alla sua ultima apparizione in un Mondiale.

La Spagna è Campione del Mondo
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20 Luglio 2026 - 01.39 Culture


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di Gabriele Bisconti

La Spagna è Campione del Mondo per la seconda volta nella sua storia. Ma l’Argentina non ha accettato di cedergli la “corona” fino all’ultimo secondo. Al termine di ben centoventisei minuti la Roja è riuscita ad avere la meglio su una mai doma Argentina, che nonostante abbia visto sfumare il sogno di mettere in bacheca il secondo Mondiale consecutivo ha dimostrato di avere un cuore enorme in ogni partita disputata in questa rassegna iridata.

L’inizio del match, disputato sul manto erboso del “coloratissimo” e gremito MetLife Stadium di New York, in New Jersey, è stato preceduto da una serie di esibizioni canore mozzafiato. Prima Jennifer Hudson, la donna più giovane e terza afroamericana in assoluto a vincere (nel 2022) tutti e quattro i principali premi americani dell’intrattenimento (Emmy, Grammy, Oscar e Tony), ha intonato “The Star-Spangled Banner“, l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America. Poi sono arrivati sul rettangolo verde Robbie Williams, Laura Pausini e Nicole Scherzinger, che hanno eseguito magistralmente il brano “Desire“, colonna sonora della FIFA che unisce lo spagnolo e l’inglese, due tra le lingue più diffuse al mondo.

Dopo la performance da parte del ben assortito terzetto, la Coppa del Mondo, l’oggetto più desiderato ma anche temuto dai ventidue giocatori in campo, è stata mostrata ai tifosi sugli spalti prima da Andrés Iniesta e poi da Mario Kempes, due autentiche leggende delle rispettive Nazionali. Infine, a chiudere la lunghissima fase introduttiva di questa finale è stato Tom Cruise, che ha ringraziato tutte le 48 nazioni partecipanti a questa competizione e sottolineato che il Mondiale ha unito il mondo intero.

Finito lo show, si è finalmente aperto il sipario su Spagna-Argentina. Come ci si aspettava sin dalla vigilia le Furie Rosse hanno preso in mano le redini del gioco fin dalle primissime fasi del match, mentre l’Albiceleste si è limitata a respingere le iniziative avversarie pronta a provare ad imbastire azioni d’attacco in contropiede.

Al quinto minuto la Spagna si è fatta subito vedere dalle parti di Martinez, con Yamal che, dopo aver ricevuto in corsa un pallone preciso da Dani Olmo, si è insinuato in area di rigore e ha calciato rasoterra con il mancino, ma la sua conclusione è stata deviata in extremis da Lisandro Martinez.

La reazione della squadra allenata da Scaloni è stata immediata, ma Julian Alvarez, lanciato in campo aperto da un rinvio lungo di Martinez, ha servito Messi in maniera imprecisa, permettendo a Unai Simon di uscire tempestivamente dalla propria area di rigore e spazzare in tribuna la sfera.

Con il passare dei minuti la Roja ha continuato a gestire il pallone nella trequarti di campo avversaria, con Oyarzabal sempre incline a venire incontro ai difensori per “legare” il gioco ed imbucare di prima intenzione sulle fasce per Yamal e Baena.

Intorno al ventesimo minuto i ritmi di gioco si sono decisamente abbassati, con entrambi i CT che hanno invitato con ampi cenni i propri giocatori a ragionare un secondo di più piuttosto che perdere il possesso gettando il pallone fra i piedi degli avversari.

Al minuto 25, dopo tante trame spagnole e solo sporadici segnali offensivi argentini, il direttore di gara ha fermato il match per l’ormai consueto hydration break. Dopo la pausa, malgrado l’incoraggiamento di de la Fuente a continuare a schiacciare l’Argentina nella propria metà campo, i giocatori spagnoli non sono riusciti a “bucare” la compatta difesa sudamericana.

Quando mancavano sei giri d’orologio al termine della prima frazione i Campioni d’Europa hanno costruito la seconda azione pericolosa della loro serata, con Oyarzabal che, dopo aver scambiato con Dani Olmo al limite dell’area, ha concluso verso la porta con il mancino, ma il suo tiro è terminato lentamente tra le braccia di Martinez.

Al minuto 43 è stata ancora la squadra di de la Fuente a farsi vedere dentro l’area argentina, ma il diagonale di Cucurella è terminato di poco largo alla destra di Martinez. Pochi secondi prima del quarantacinquesimo minuto Scaloni ha dovuto effettuare una sostituzione forzata, inserendo Otamendi al posto di Lisandro Martinez, vittima di noie muscolari dopo un contrasto con Rodri.

Al termine dei quattro minuti di recupero da lui concessi, l’arbitro Vinčić ha mandato in archivio il primo tempo. Tuttavia, prima dell’inizio della seconda frazione c’è stato il secondo “show” della serata, durato oltre 27 minuti, nel quale sono “scesi” in campo Madonna (in completo rosa e occhiali scuri), Justin Bieber e la “padrona” di questo Mondiale Shakira, che ha mandato in visibilio tutto lo stadio con il tormentone “Dai Dai”. Dopo la loro esibizione è comparso sugli schermi Pelé, che ha chiesto agli ottantamila spettatori di ripetere insieme a lui la parola “Love”.

Al rientro dopo l’intervallo Scaloni ha optato subito per un’altra sostituzione, gettando nella mischia il roccioso Paredes al posto di Nico Gonzalez. Al minuto 46 la Spagna ha provato subito a spaventare Martinez, ma la conclusione di Alex Baena, messo in movimento da un errore in fase di difensiva della retroguardia dell’Albiceleste, è terminata comodamente fra i guantoni del portiere dell’Aston Villa.

A cavallo tra il cinquantesimo e il sessantaduesimo minuto non ci sono state occasioni da rete per nessuna delle due squadre. Vista la piega che stava prendendo l’incontro, nel corso del sessantaduesimo minuto de la Fuente ha deciso di sostituire Oyarzabal e Fabian Ruiz con Pedri e Ferrán Torres.

Nei minuti successivi la pressione spagnola sui portatori di palla avversari si è fatta sempre più forte, ma nè Dani Olmo prima nè Ferran Torres poi sono stati in grado di depositare la sfera alle spalle di un reattivo Martinez. Ad un quarto d’ora dal termine dei tempi regolamentari, extra-time escluso, il CT spagnolo si è giocato le “carte” Merino e Nico Williams, che hanno preso il posto degli sfiniti Baena e Dani Olmo.

Dopo aver aumentato ulteriormente il proprio “peso” offensivo la Spagna ha letteralmente assediato l’area dell’Albiceleste, ma Martinez ha salvato la sua porta sia sul tentativo con il sinistro da parte di Pedri che sul successivo debole colpo di testa di Laporte.

Al termine dei tempi regolamentari il direttore di gara ha assegnato quattro minuti di recupero. Dopo aver sprecato una buona occasione con Giuliano Simeone, al novantaduesimo minuto l’Argentina è rimasta in dieci uomini a causa del secondo giallo collezionato nel giro di dieci minuti da Enzo Fernandez, entrato in netto ritardo su Cubarsí nei pressi del cerchio di centrocampo.

Nei restanti minuti di extra-time nessuna compagine ha avuto le energie per creare azioni pericolose, così si è andati ai tempi supplementari. Pronti via e subito la Spagna ha avuto la palla per segnare l’1-0 con Nico Williams, che sugli sviluppi di un cross con il mancino da parte di Pedri ha sfiorato di testa un pallone che sembrava indirizzato in rete, ma Martinez ancora una volta ha salvato la sua porta con un intervento prodigioso.

Al novantaseiesimo minuto la Roja aveva trovato la rete del vantaggio con Nico Williams, ma il gol dell’attaccante dell’Athletic Bilbao è stato annullato per un fallo precedentemente commesso da Merino ai danni di Otamendi. Al minuto 103 Merino ha sprecato una ghiottissima chance di testa, con il pallone che, con Martinez battuto, si è spento di poco a lato.

In seguito alle scintille tra Yamal e un nervosissimo Tagliafico si è concluso il primo tempo supplementare. Dopo una breve pausa è iniziato il secondo tempo supplementare, e immediatamente la Spagna ha siglato la rete dell’1-0 con Ferrán Torres, che ha sfruttato la perfetta sponda di testa di Nico Williams sul cross di Pedro Porro prima di battere Martinez con tiro potente di sinistro.

Nel corso del minuto 119, quando la Coppa ormai sembrava nelle mani della Spagna, l’Argentina ha avuto l’occasione per pareggiare, ma il cross teso messo in mezzo da Giuliano Simeone è stato spedito in fallo laterale da Cubarsí, che ha anticipato Tagliafico quasi davanti ad Unai Simon.

Giunti addirittura al minuto 126 l’arbitro ha fischiato tre volte, mandando in archivio un match dalle infinite emozioni. La Spagna conquista così la seconda Coppa del Mondo della sua storia, dopo quella del Mondiale del 2010 in Sudafrica con Vicente del Bosque in panchina. L’Argentina, invece, ha avuto un approccio troppo “conservativo” per tutto l’arco del match anche solo per poter pensare di impensierire le Furie Rosse, dimostratesi più forti in ogni zona del campo in questa serata americana.

Si chiude così questo Mondiale disputato fra Messico, Canada e Usa, con la Coppa consegnata a quattro mani agli spagnoli dal duo Infantino-Trump, mentre fuori dalle telecamere ufficiali Paredes si lascia andare a gesti antisportivi che macchiano, almeno in parte, il percorso mondiale dell’Argentina e l’emozionante addio di Messi.

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