Don’t Look Back in Anger: la seconda vita degli Oasis al festival di Venezia
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Don’t Look Back in Anger: la seconda vita degli Oasis al festival di Venezia

Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il documentario ripercorre la storia degli Oasis, dalla frattura tra Liam e Noel Gallagher alla reunion del 2024. Ma dopo il ritorno sul palco, tra le speranze dei fan e i dubbi di Noel, resta una domanda: durerà questa volta?

Don’t Look Back in Anger: la seconda vita degli Oasis al festival di Venezia
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20 Agosto 2026 - 17.42 Culture


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Di Silvia Marchi

Ci sono band che hanno scritto la colonna sonora di un’epoca, e poi ci sono gli Oasis. Per una generazione hanno trasformato il rock in qualcosa da cantare a squarciagola, tra stadi pieni, chitarre distorte e due fratelli capaci di amarsi e odiarsi con la stessa intensità con cui hanno costruito il mito della band.

A quasi trent’anni dagli anni che consacrarono gli Oasis, quella storia torna sul grande schermo della Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario ripercorre la reunion attraverso le prove, i backstage e le immagini dei concerti, fino alla prima intervista insieme a Liam e Noel Gallagher dopo circa vent’anni. Nessuna ricostruzione, nessuna componente fiction: questa volta a parlare sono direttamente loro e le immagini di un ritorno che, per anni, era sembrato impossibile.

Il film, ideato da Steven Knight e diretto da Dylan Southerne e Will Lovelace, viene presentato da Sony Music Vision e sarà disponibile dal 10 settembre su Disney+.

A raccontare questo nuovo inizio è anche l’entusiasmo dei fan, dal Brasile al Giappone. Ma dietro la festa della reunion rimane la storia di una frattura che non è mai stata davvero dimenticata: da una parte la rievocazione dello scioglimento del 2009 e i dubbi di Noel Gallagher, dall’altra la possibilità di tornare a condividere quelle canzoni che, nonostante tutto, i due fratelli hanno continuato a portare con sé per quasi vent’anni. Ma anche nel racconto di questo nuovo inizio rimangono dubbi e timori: Noel Gallagher, nel trailer, si chiede “Crollerà tutto di nuovo?”.

Una domanda legittima, considerando i trascorsi e soprattutto quella notte del 2009 che mise fine alla storia degli Oasis. Una notte che, ancora oggi, ha un simbolo preciso: una Gibson ES-355 rossa appartenuta a Noel Gallagher.

Prima della reunion, prima dei concerti e dell’entusiasmo dei fan, c’è infatti una storia di litigi, porte sbattute e anni di silenzio. E quella chitarra, distrutta nel backstage del Rock en Seine di Parigi, è rimasta legata al momento in cui la guerra tra i due fratelli superò definitivamente il confine del palco.

Perché la notte di Parigi non fu un episodio isolato. Nella storia degli Oasis, le guerre tra Liam e Noel erano diventate quasi parte della narrazione della band: negli anni Novanta volarono strumenti e persino una mazza da cricket; nel 2000 Liam arrivò a mettere in dubbio la paternità della figlia di Noel; e ci fu anche il celebre boicottaggio dell’MTV Unplugged. Episodi diversi, ma accomunati dalla stessa incapacità dei due fratelli di tenere il conflitto fuori dalla musica.

Gli Oasis hanno costruito parte della propria leggenda proprio su questa contraddizione: due fratelli capaci di creare insieme canzoni diventate immortali e, allo stesso tempo, di trasformare quasi ogni frattura personale in una guerra pubblica.

Quindici anni dopo, il 27 agosto 2024, gli Oasis hanno annunciato ufficialmente la reunion. Nel luglio 2025, da Cardiff, è iniziato il tour mondiale: un nuovo capitolo costruito anche sulla speranza, espressa da Noel, di avere «l’occasione di cambiare la narrazione sulla band».

Dopo tutto quello che è successo, però, resta una domanda: la storia può davvero essere diversa questa volta? È proprio da questa domanda che parte il documentario, tornando dentro la reunion per mostrare cosa accade quando Liam e Noel si ritrovano, ancora una volta, dalla stessa parte del palco.

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