Il Valle riapre nel segno di Pirandello: il ricordo della prima dei “Sei personaggi”
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Il Valle riapre nel segno di Pirandello: il ricordo della prima dei “Sei personaggi”

Dopo 16 anni di chiusura e un lungo restauro, lo storico teatro romano, che nel 2027 festeggerà i suoi 300 anni, riapre il 16 ottobre. Francesco Piccolo racconterà la turbolenta serata del 1921 che segnò il debutto di uno dei capolavori del Novecento.

Il Valle riapre nel segno di Pirandello: il ricordo della prima dei “Sei personaggi”
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14 Ottobre 2026 - 18.03 Culture


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È quasi mezzanotte, tra il 9 e il 10 maggio 1921. Si è appena conclusa la storica prima di Sei personaggi in cerca d’autore, diretta da Dario Niccodemi. Un taxi raggiunge l’uscita posteriore del Teatro Valle. Alcuni artisti sono pronti a partire. A bordo salgono in fretta Luigi Pirandello e la figlia Lietta, cercando di allontanarsi dalla folla rumorosa che li circonda. «Belle dame ridevano ripetendo: “Manicomio! Manicomio!” Eleganti giovani incravattati sghignazzavano e insultavano. La figlia al braccio del padre tremava e i due non riuscivano quasi a muovere un passo. Altra gente accorreva fischiando e ridendo», avrebbe raccontato qualche anno più tardi Orio Vergani.

Gli applausi si mescolano alle urla, in un clima sempre più acceso che sfocia persino in scontri fisici tra gli spettatori entusiasti della novità e quelli che, al contrario, si sentono provocati e derisi da quella rappresentazione. A distanza di 105 anni, il Teatro Valle si prepara a riaprire le proprie porte venerdì 16 ottobre, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri.

La riapertura arriva dopo sedici anni di chiusura e al termine di un restauro complesso e meticoloso, che ha coniugato il recupero degli elementi architettonici e artistici con le moderne esigenze di sicurezza. Un ritorno particolarmente significativo per uno dei teatri più importanti della capitale, che nel 2027 celebrerà tre secoli di storia.

Per l’occasione, il Valle sceglie di ripartire proprio da quella notte che segnò il debutto di un’opera destinata a diventare una colonna portante della drammaturgia del Novecento. Sul palco, con La sera della prima – Sei personaggi al Teatro Valle, sarà lo scrittore Francesco Piccolo a ricostruire gli avvenimenti del 1921 e a raccontare la genesi di un testo che affondava le proprie radici anche nella vicenda personale di Pirandello, mettendo in discussione le convenzioni del teatro tradizionale.

Considerato tra i più belli d’Italia, il Teatro Valle fu progettato dall’architetto Tommaso Morelli insieme a Mauro Fontana e inaugurato il 7 gennaio 1727 con la tragedia Matilde di Simone Falconio Pratoli. Nel corso dei secoli ha ospitato grandi successi di Carlo Goldoni, la prima romana del Don Giovanni di Mozart nel 1811 e le prime rappresentazioni assolute di numerose opere di Gioachino Rossini, tra cui La Cenerentola nel 1817, e di Gaetano Donizetti. Nel 1899 accolse anche il debutto di Sogno di un tramonto d’autunno di Gabriele D’Annunzio, con Eleonora Duse.

L’edificio che ospita il teatro risale invece a circa il 1530, quando Lorenzo Lotti, conosciuto come il Lorenzetto, lo realizzò per il cardinale Andrea della Valle. In seguito, il palazzo passò alla nipote Faustina, moglie di Camillo Capranica, assumendo il nome di Palazzo Capranica. In origine, il teatro aveva una struttura interamente in legno, secondo il modello del teatro all’italiana, con cinque ordini di palchi e un loggione. Dopo diversi interventi di manutenzione, nel 1822 il Governo Pontificio stabilì che fosse ricostruito in muratura.

Il progetto venne affidato a Giuseppe Valadier, che dovette però rinunciare all’incarico dopo il crollo di un arco realizzato per il palcoscenico. I lavori passarono così a Gaspare Salvi. Il nuovo teatro venne inaugurato il 26 dicembre 1822 con Il Corsaro di Filippo Celli. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento seguirono ulteriori interventi decorativi: nel 1888 Francesco Podesti realizzò le decorazioni floreali, mentre negli anni Trenta Silvio Galimberti si occupò della ripittura del soffitto.

Nel secondo dopoguerra, a partire dal 1954, la gestione del Valle venne affidata all’Eti, l’Ente Teatrale Italiano, che rimase alla guida della struttura fino alla propria abolizione nel 2010, anno in cui il teatro chiuse. L’anno successivo, in segno di protesta, un gruppo di attori e lavoratori dello spettacolo occupò il teatro, gestendolo tra difficoltà e vicende alterne fino al 2014. Conclusa l’occupazione, nel 2016 la proprietà passò a Roma Capitale.

Nel 2021 la sala venne intitolata a Franca Valeri, l’attrice e autrice che proprio al Valle aveva mosso i primi passi della propria carriera. Il progetto di recupero è partito nel 2023, con una previsione iniziale di diciotto mesi di lavori e un investimento complessivo superiore a 6,7 milioni di euro, sostenuto congiuntamente da Roma Capitale e dal ministero della Cultura. Ora il Teatro Valle torna a essere affidato al Teatro di Roma e si prepara a inaugurare una nuova stagione. Il cartellone 2026-2027 prenderà il via il 23 ottobre con Escaped Alone di Caryl Churchill, diretto da Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni.

La riapertura del Teatro Valle diventa così l’occasione per tornare a una serata rimasta nella memoria della storia teatrale italiana: un debutto inizialmente divisivo, capace di mettere in crisi le convenzioni del palcoscenico e destinato, nel tempo, a trasformarsi in uno dei momenti fondamentali della cultura del Novecento.

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