Il Consiglio di stato riapre il Tmb chiuso da Consiglio di Stato e TAR
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Il Consiglio di stato riapre il Tmb chiuso da Consiglio di Stato e TAR

Una incredibile sentenza del Consiglio di Stato spalanca le porte alla riapertura del TMB di Guidonia. Stravolta la sentenza di ottobre, prima era una sanatoria ora non lo è più.

Un camion AMA che scarica all'Inviolata
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1 Aprile 2025 - 15.31


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di Giuliano Santoboni

Sembra un pesce d’aprile, ma purtroppo è tutto vero.

Con la sentenza 02758/2005 pubblicata oggi primo aprile 2025, di fatto il Consiglio di Stato revoca e stravolge completamente la sentenza dello stesso Consiglio di Stato numero 8208/2024 che aveva di fatto gettato le basi per la revoca dell’autorizzazione regionale allo scarico dei rifiuti nel Tmb di Guidonia da parte del Tar a gennaio scorso.

Smontato del tutto l’assioma degli stessi giudici che avevano stabilito l’impossibilità di sanare procedimenti ambientali in assenza di leggi specifiche che ne regolassero le modalità: oggi i giudici stabiliscono che non si tratta di una sanatoria ma solo “un chiaro errore di percezione del Consiglio di Stato” come si legge dalla sentenza dello stesso consiglio di stato. Praticamente è come dire, scusateci, avevamo capito male!

Un colpo veramente difficile da incassare per i cittadini e per le associazioni ricorrenti che stanno ancora studiando le carte per capire come è possibile che lo stesso organo giudicante si esprima in maniera così diametralmente opposta a pochi mesi di distanza.

Che succede ora?

A voler essere precisi bisognerà attendere che dopodomani (giovedì 3 Aprile) venga discusso l’appello presentato da Guidonia Ambiente, la società che gestisce l’impianto e sulla quale grava una interdittiva antimafia e commissariata dalla Prefettura, contro la sentenza del Tar che aveva cancellato ogni autorizzazione al Tmb. E successivamente venga poi emessa la sentenza dopo una discussione in camera di consiglio che evidentemente sarà alquanto complessa ma minata nelle sue fondamenta dal provvedimento odierno del Cds.

Se anche in quella sede verranno stravolte le carte, di fato nulla impedirebbe a Guidonia Ambiente e a Manlio Cerroni di stipulare contratti con chiunque (Ama compresa) per ricominciare a scaricare all’Inviolata tonnellate quotidiane di rifiuti come nulla fosse.

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