di Giuliano Santoboni
Una piccola comunità che sceglie di non restare in silenzio in un momento storico dove ad urlare sono solo bombe ed eserciti.
Sabato 3 ottobre, alle ore 17.30, Palombara Sabina si mobiliterà per la pace, il disarmo e la nonviolenza grazie alla sezione ANPI “Imperiali-Luttazi” che aderisce alla 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, una mobilitazione internazionale che unisce città e movimenti di tutto il mondo, nata per rifiutare la guerra come mezzo per risolvere le controversie, promuove il disarmo nucleare, i diritti umani e una cultura di pace
Come sottolineato nel comunicato stampa diffuso dalla sezione locale, l’obiettivo è dimostrare che «una comunità piccola può uscire dai propri confini e collegarsi a un movimento mondiale», portando avanti un messaggio chiaro: «guerre, bombardamenti e violenza non possono essere considerati una condizione inevitabile del nostro tempo».
L’urgenza dei dati: conflitti e spesa militare in aumento

A rendere necessaria una presa di posizione così netta sono i dati drammatici registrati a livello globale. L’Uppsala Conflict Data Program ha infatti evidenziato che nel 2025 i conflitti armati con il coinvolgimento di almeno uno Stato hanno raggiunto quota 65, il livello più alto dall’inizio della serie statistica nel 1946. Di questi, ben tredici hanno toccato la soglia di vera e propria “guerra“, provocando la morte di circa 244.600 persone a causa della violenza organizzata.
Parallelamente, il SIPRI ha certificato che nel 2025 la spesa militare mondiale ha toccato la cifra record di 2.887 miliardi di dollari, segnando una crescita per l’undicesimo anno consecutivo. In questo contesto, l’Italia si colloca al dodicesimo posto nel mondo per investimenti nella difesa, stimati a quota 48,1 miliardi di dollari e in aumento del 20% rispetto al 2024.
L’ANPI Palombara esprime inoltre una forte contrarietà rispetto agli impegni assunti dall’Italia al vertice NATO dell’Aja del 2025, che prevedono di portare la spesa complessiva per la difesa e la sicurezza al 5% del PIL entro il 2035. Una prospettiva che, secondo l’associazione, impone una discussione pubblica trasparente sulle priorità del Paese, sottraendo risorse vitali a scuola, sanità e servizi sociali.
Il richiamo alla Costituzione e le parole dell’ANPI
La manifestazione del 3 ottobre intende rimettere al centro l’articolo 11 della Costituzione e il principio costituzionale del ripudio della guerra. Non si tratterà di una protesta schierata a favore di una parte o contro un popolo, bensì di un momento a sostegno delle vittime, della diplomazia, del diritto internazionale e della nonviolenza.
A ribadire il senso profondo dell’iniziativa è il Presidente dell’ANPI Palombara, Massimo Bagnaschi, che dichiara:
«Ogni euro destinato alle armi è una scelta politica e ogni scelta politica deve essere discussa dai cittadini. Di fronte a ospedali, scuole, servizi pubblici, salari e politiche sociali che chiedono risorse, non possiamo accettare che il riarmo venga presentato come un destino inevitabile. Nessun interesse e nessuna strategia valgono il dolore e la sofferenza delle persone.»
L’appuntamento per la cittadinanza è dunque fissato per sabato pomeriggio, per ribadire con forza che la pace non è sinonimo di passività, ma richiede partecipazione, responsabilità e la costruzione quotidiana di un’alternativa concreta alla logica dei conflitti.