Frida Kahlo in mostra a Bologna
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Frida Kahlo in mostra a Bologna

Dal 28 marzo al 27 settembre Bologna ospiterà una mostra fotografica dedicata a Frida Kahlo.

Frida Kahlo in mostra a Bologna
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22 Marzo 2026 - 15.39 Culture


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Negli ultimi anni Frida Kahlo è diventata un’icona pop, spesso semplificata; la mostra Sguardo come identità tenta di restituire complessità ad un’immagine apparentemente consumata, fino a diventare riconoscibile, ma superficiale.

L’esposizione, prodotta da Ergo Expo e curata da Ono Arte, sarà ospitata a Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna. In mostra circa settanta fotografie originali firmate, tra gli altri, da Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide.

Nonostante le apparenze, lo scopo non è una rappresentazione cronologica o biografica per immagini, ma la creazione di un percorso che invita a riflettere sull’immagine pubblica dell’artista messicana e sul modo in cui in autonomia si è costruita il proprio mito.

È innegabile l’impronta che ha lasciato nel tempo: avanguardista, femminista, attivista e icona, ad oggi l’artista donna più quotata al mondo che assume il ruolo di celebrità post-mortem. Ne sono prova le biografie, i film e un’ampia diffusione della sua immagine, spesso stilizzata e riprodotta anche su prodotti di merchandising.

Dietro questa costruzione visiva, però, la vita di Frida Kahlo è tutt’altro che lineare. A segnarla è innanzitutto il grave incidente subito in giovane età, che la costringe a lunghi periodi di immobilità e a una convivenza costante con il dolore fisico. A questo si aggiungono interventi chirurgici, difficoltà relazionali e una condizione esistenziale segnata da fragilità e resistenza insieme.

È proprio in questo scarto che la mostra trova uno dei suoi punti più interessanti: tra l’immagine costruita, curata, simbolica, riconoscibile, e una realtà molto più complessa, fatta di sofferenza, controllo e continua ridefinizione di sé. L’identità di Frida Kahlo non è solo espressa, ma costruita consapevolmente, anche come risposta a ciò che il corpo e la vita le imponevano.

Questa distanza tra vita vissuta e immagine costruita è ciò che la rende ancora oggi facilmente riconoscibile, ma anche continuamente reinterpretata. La mostra sottolinea inoltre come l’uso dell’autoritratto testimoni un costante lavoro sulla rappresentazione di sé.

A definire ulteriormente questa immagine contribuisce anche la scelta degli abiti: Frida Kahlo adottò abiti della tradizione messicana, in netto contrasto con la moda dell’epoca, trasformandoli in un elemento distintivo che è entrato stabilmente nell’immaginario collettivo.

Un altro elemento centrale nella costruzione dell’immagine di Frida Kahlo è il suo rapporto con la fotografia. Dopo la sua morte furono ritrovate tra i suoi averi oltre seimila stampe fotografiche, segno di una relazione costante con il mezzo. Tra le prime immagini che la ritraggono ci sono quelle del padre, Guillermo Kahlo, fotografo, che la avvicinò fin da giovane alla fotografia come linguaggio espressivo oltre che documentario.

La quantità di scatti che la riguardano è eccezionale anche per gli standard dell’epoca. È difficile trovare, nella storia dell’arte, una figura così frequentemente fotografata, soprattutto in un periodo in cui la fotografia stava ancora definendo il proprio ruolo autonomo. Questa presenza continua dell’immagine contribuisce oggi a rafforzarne la costruzione del mito, moltiplicandone le versioni e la riconoscibilità.

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