Riscoperto un capolavoro di Georges Mélièse
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Riscoperto un capolavoro di Georges Mélièse

'Guguse et l'Automate' scoperto in un garage in USA. Il film, precursore della fantascienza, è visibile anche online grazie alla digitalizzato della Library of Congress.

Riscoperto un capolavoro di Georges Mélièse
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14 Aprile 2026 - 17.57 Culture


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Un film di Georges Méliès, a lungo considerato perduto, è stato recentemente oggetto di una fortuita riscoperta e della conseguente acquisizione da parte della Library of Congress. Tutto parte da un vecchio baule in legno, passato di generazioni in generazioni fino a giungere ad un garage nel Michigan di proprietà di Bill McFarland. Insegnante in pensione, la sua famiglia aveva conservato negli anni, probabilmente più per attaccamento familiare, la cassa contenente varie pellicole da 35 mm in nitrato, del bisnonno William Delyle Frisbee. Questi sul finire dell’Ottocento, nel Pennsylvania rurale, era anche lui un insegnante, ma anche un coltivatore di patate, e un impresario di spettacoli itineranti: si spostava in carrozza, andando di città in città, portando con sé un fonografo Edison, una lanterna magica, e un proiettore.

Tornando ai nostri gionri, il suo pronipote McFarland, ignaro del reale valore del contenuto del baule, tentò in prima battuta la vendita ad un antiquario. Questi a causa dell’alta infiammabilità delle bobine in nitrato rinunciò all’acquisto. Solo in seguito decise di rivolgersi al National Audio-Visual Conservation Center della Biblioteca del Congresso. Tra le pellicole, ve ne era una di grande pregio, miracolosamente sopravvissuta in discrete condizioni, Guguse et l’Automate di Georges Melies: solo 45 secondi di filmato, eppure una vera pietra miliare del cinema. Il film era conosciuto tra la filmografia del cineasta francese, ma non ne era pervenuto alcun esemplare sino allo scorso febbraio. Eppure nel corso del tempo “ha esercitato grande fascino sugli appassionati di fantascienza”, come scrive G. Allen Johnson sul San Francisco Chronicle. Il film che Mélièse realizza nel 1897 rappresenta una delle prime pellicole, in cui appare la figura di un automa in azione, precursore dei robot e di tutta la filmografia fantascientifica. Egli stesso, oggi principalmente conosciuto come pioniere dell’arte cinematografica, era anche un illusionista e possedeva vari automi, tanto che concluse la sua carriera nell’anonimato, a vendendo giocattoli in un piccolo negozio alla Stazione di Montparnasse (proprio da questa storia prende spunto, romanzandola Martin Scorsese, nel film del 2011 Hugo Cabret)

La pellicola oggetto del nostro articolo, rappresenta una commedia slapstick, in cui un mago (interpretato dallo stesso Mélièse) aziona una marionetta tramite una manovella meccanica. Oltre ad imprimere il movimento, questo congegno porta la figura ad una progressiva crescita, fino a colpire in testa a bastonate il mago. Questo reagisce, staccando l’automa dal piedistallo, che senza supporto perde la propria apparente vitaliatà e autonomia, metafora della superiorità dell’umano che padroneggia ed è realmente padrone dell’artificio tecnologico. Per sottomettere ulteriormente la marionetta al suo volere, il mago comincia a prenderlo a martellate, tanto che questo si rimpicciolisce sempre più fino a scomparire del tutto. Il meccanismo di riduzione delle dimensioni, fino alla definitiva sparizione avviene tramite un trucco del montaggio semplice, ma che denota già una certa capacità tecnica: “Le inquadrature sono di una precisione straordinaria per un film così antico, e le gag restano senza tempo”, ha affermato Jason Evans Groth, curatore delle immagini in movimento della Library of Congress. 

La pellicola sarebbe una copia di terza generazione dell’originale perduto di Mélièse, i cui film furono spesso oggetto di contraffazione, cosa che lo rende uno dei primi cineasti ad avere a che fare con la pirateria, anche in questo precursore dei tempi. Inoltre pare fu egli stesso ad aver distrutto circa centro negativi dei suoi lavori, la cui pellicola fusa sarebbe stata usata quale materiale per la realizzazione di stivali per i soldati francesi durante la Prima guerra mondiale.

Nonostante il contenuto della bobina sia di soli 45 secondi di girato, per restaurarle la pellicola e digitalizzarle è stata necessaria una settimana. Nonostante gli anni passati in luoghi non salubri per l’ottimale mantenimento, come fienili, soffitte e garage soggetti alle intemperie, lo stato di conservazione dei negativi era sorprendentemente buono. Per la tutela futura i ricercatori della Library of Congress hanno oggi sistemato le pellicole in un’apposita cella frigorifera progettata per la prevenzione di incendi da nitrato. 

Dall’iniziale concatenazione di eventi fortuiti, come il dover liberare un garage, il rifiuto di acquistare da parte dell’antiquario, fino alla decisione di McFarland di rivolgersi alla Biblioteca del Congresso, ci da oggi la possibilità di poter ammirare il breve capolavoro di Georges Mélièse. 

Grazie alla digitalizzazione, è possibile vedere Guguse et l’automate su youtube , e sul sito della Library of Congress.

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