Addio a Evaristo Beccalossi, il “Genio” dell’Inter che ha segnato un’epoca
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Addio a Evaristo Beccalossi, il “Genio” dell’Inter che ha segnato un’epoca

Scompare nella notte l’ex numero 10 del club nerazzurro: portò a casa lo scudetto del 1980 e la coppa Italia del 1982. Simbolo di talento e umanità, lascia un ricordo indelebile tra tifosi e compagni di squadra.

Addio a Evaristo Beccalossi, il “Genio” dell’Inter che ha segnato un’epoca
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6 Maggio 2026 - 17.46 Culture


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Si spegne nella notte a Brescia Evaristo Beccalossi, astro dell’Inter e colonna della storia del calcio italiano. Avrebbe compiuto settant’anni tra pochi giorni, il 12 maggio, ma il suo stato di salute era già da tempo segnato irreversibilmente: a colpirlo il gennaio 2025 fu un’emorragia cerebrale a cui seguì un lungo periodo di coma. È nella sua città natale che è stata già allestita la camera ardente, mentre i funerali si svolgeranno venerdì 8 maggio nella Chiesa Conversione di San Paolo. 

Il “Genio”, come venne soprannominato, da ragazzino crebbe nelle giovanili del club della sua città, e tra un allenamento e l’altro si esercitava nel garage contro il muro: destro di nascita, mosso dall’amore per il pallone e dall’ostinazione, si allenò tanto da diventare mancino, “praticamente onnipotente con entrambi i piedi” commenta la squadra nerazzurra nel messaggio di cordoglio. 

Poi arrivò la chiamata dell’Inter, con cui ha giocato fino al 1984, portando a casa lo scudetto del 1980 e la Coppa Italia del 1982. Il talento di Beccalossi era chiaro, e a coronarlo fu l’indossare sulle spalle la maglia numero 10, precedentemente assegnata a Sandro Mazzola. Si ritirò nel 1991 a 35 anni, ma non si allontanò mai dal mondo del calcio: ha lavorato come dirigente sportivo ed è stato anche capo delegazione della Nazionale Under 19.

Si interrompe così il cammino di Evaristo Beccalossi, ma il suo ricordo è vivo. Calciatori, tifosi e colleghi lo ricordano sui social, per il suo talento e soprattutto per la sua umanità: “Non solo un buon ricordo, ma anche un orgoglio profondo nell’aver avuto il ‘Beccà nella storia del Club. E quella malinconia che si mischia alla tristezza profonda di queste ore ci accompagna con l’ennesimo dribbling della vita di Evaristo”, conclude l’Inter nel messaggio di cordoglio per ricordare una delle leggende del club. 

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