Siena: ritorna il Festival "Voci Migranti"
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Siena: ritorna il Festival "Voci Migranti"

Il corpo è il tema centrale di questa sesta edizione e lo affronta con un programma ricco di incontri, mostre, laboratori, spettacoli e proiezioni.

Siena: ritorna il Festival "Voci Migranti"
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17 Settembre 2026 - 19.50 Culture


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Il corpo: oggetto e soggetto politico per eccellenza, ciò che siamo, la materia stessa della libertà e dell’autonomia. Grazie ad esso attraversiamo le frontiere, protestiamo, esistiamo e rivendichiamo il nostro stesso diritto ad esistere. È questo il fulcro della sesta edizione del Festival Voci Migranti, promosso da VersoLab APS, che si terrà a Siena dal 16 al 21 settembre. Quest’anno il programma è ricco di eventi: incontri, laboratori, presentazioni, spettacoli e proiezioni che offriranno ai presenti uno spazio per ascoltare e raccontare esperienze migratorie, identità e storie di persone che attraversano i confini e le comunità.

Il festival stesso nasce per avere uno spazio di condivisione dove le voci possono esprimersi in libertà e sicurezza e dove il pubblico è invitato a mettere in discussione le narrazioni dominanti sulla migrazione, ridimensionando la visione eurocentrica e rifiutando ogni approccio esotico o di compiacimento etnico. Gli appuntamenti principali si svolgeranno presso il Centro Culture Contemporanee Corte dei Miracoli, in via Roma 56, mentre alcune attività in programma saranno ospitate dall’Università per Stranieri di Siena.

Tra queste si segnalano due mostre inaugurate il 16 settembre: “L’ordito del corpo” di Andrea Searle, che attraverso tessuti, ricami e materiali raccolti lungo il suo percorso racconta migrazione, memoria e identità e “What the body carries” di Fatena Mohanna, che guarda Gaza attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica raccontando ciò che il corpo porta con sé, ovvero paura, perdita, memoria e resistenza. Il giorno seguente ci sarà l’apertura della mostra “39 Alpha, 39 bravo – The sound of detention’s economies in UK” di Earrational Measures, un progetto che restituisce una giornata della vita di un centro per migranti nel Regno Unito. A seguire, la presentazione del libro “La ragazza d’aria” di Andreea Simionel, che affronta il peso dell’identità e il difficile rapporto tra corpo e sguardo.

Venerdì 18 la giornata si aprirà con Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez che presenterà il suo libro “Occhi Foresta”, un romanzo sulla memoria e sulla sorellanza, mentre di sera avrà luogo lo spettacolo teatrale “Ceci ne pas Omar”, di Omar Giorgio Makhloufi e Diana Dardi, un’indagine fisica e ironica sull’identità. Sabato 19 si terrà il laboratorio per i più piccoli, “Autoritratto di bambin*”, condotto da Cleo Bissong. A seguire la tavola rotonda “Migrazione e criminalizzazione della solidarietà”, in cui esperti e attivisti discuteranno dei processi di esclusione e criminalizzazione degli stranieri e di chi sostiene i loro diritti.

Nel corso della giornata sarà inoltre presentato il libro “Ma siamo ancora qui a parlarne” di Cleo Bissong, seguito da un talk con Angela Haisha Adamou e Nadeesha Uyangoda sul rapporto con il corpo e il desiderio femminile, tra vergogna, pressione e difficoltà. La giornata si concluderà con una cena dal mondo, con piatti da Palestina/Libano, Kosovo, Maghreb, Pakistan, Afghanistan e Inghilterra e con un concerto di musica dei Kabila.

Domenica 20 settembre, il negozio di parrucchiera di Gabriela Gonzales ospiterà il laboratorio “A come Afro” con Angela Haisha Adamou, una masterclass dedicata alla cura e alle buone pratiche per i capelli ricci. Infine, il Festival si chiuderà lunedì 21 all’Università per Stranieri di Siena, con l’inaugurazione ufficiale delle mostre del festival alla presenza delle artiste Andrea Searle e Fatena Mohanna e con l’intervento del Rettore Tomaso Montanari.

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