Discarica dell'inviolata, la copertura potrebbe slittare ancora. Eco italia 87 rinvia spesa e messa in sicurezza, le associazioni insorgono.
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Discarica dell'inviolata, la copertura potrebbe slittare ancora. Eco italia 87 rinvia spesa e messa in sicurezza, le associazioni insorgono.

Mentre continua l'inquinamento delle falde, la copertura definitiva della discarica dell'Inviolata rischia un nuovo rinvio. Le associazioni sollecitano sollecitano un vero cronoprogramma per avviare finalmente gli interventi di messa in sicurezza.

Discarica dell'inviolata, la copertura potrebbe slittare ancora. Eco italia 87 rinvia spesa e messa in sicurezza, le associazioni insorgono.
La pessima copertura attuale della discarica
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25 Giugno 2026 - 20.48


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di Giuliano Santoboni

La realizzazione del tristemente famoso Capping, la copertura definitiva della montagna di immondizia della discarica dell’Inviolata, rischia di dover slittare ancora una volta a data da destinarsi. L’intervento a carico del gestore e atteso da 15 anni è ritenuto indispensabile per limitare la produzione di percolato e ridurre quindi l’inquinamento delle acque sotterranee, ma per l’ennesima volta la società Ecoitalia 87, facente parte della galassia del Re della Monnezza Manlio Cerroni, butta la palla in tribuna e cerca di rimandare la realizzazione dell’intervento a sue spese.

È quanto emerge dalla nota trasmessa da Eco Italia ’87 al Comune di Guidonia Montecelio il 24 giugno, nella quale la società comunica che, sulla base delle valutazioni della società di consulenza privata WSP Italia, sarà necessario predisporre un nuovo piano di indagine sui presunti valori di fondo anomali che a loro dire comprometterebbero l’intera operazione. Nel dettaglio, secondo i consulenti, per poter aggiornare l’Analisi di Rischio e, di conseguenza, procedere con gli interventi di messa in sicurezza e bonifica della discarica, sono necessarie altre analisi, e solo dopo sarà possibile proseguire con l’iter tecnico.
Una decisione che arriva appena pochi giorni dopo la presa di posizione del Comune di Guidonia Montecelio che, con una nota firmata dal dirigente dell’Area Ambiente Arch. Flavio Fabbietti, sulla base dei pareri tecnici di ARPA Lazio e ISPRA, aveva finalmente intimato alla società di trasmettere la documentazione integrativa richiesta e di definire un cronoprogramma puntuale per l’attuazione degli interventi di bonifica e messa in sicurezza.

L’intestazione dell’ennesima richiesta di rinvio di spesa e lavori da parte del gruppo Cerroni

I pareri di ARPA Lazio e ISPRA, infatti, contestano numerosi aspetti dell’Analisi di Rischio presentata da Eco Italia ’87, ritenendo non condivisibili diverse metodologie utilizzate per escludere alcuni contaminanti e chiedendo che vengano rivalutate le elaborazioni includendo tutte le sostanze che presentano concentrazioni superiori ai limiti di legge.

Mentre si aspetta ancora una presa di posizione del Comune, dura, unanime ed indignata è la reazione del mondo ambientalista.

“Credo sia il caso di denunciare ancora una volta – nota Umberto Calamita, presidente dell’Associazione “Amici dell’Inviolata – il fatto inaccettabile che una bonifica attesa dal 2011, anno in cui è iniziata la Conferenza dei Servizi sulla falda inquinata dalle attività della discarica, gestita evidentemente male dalla società Eco Italia ’87, non sia ancora neanche iniziata. Il balletto dei rimpalli delle responsabilità (studi messi in discussione, monitoraggi incompleti, riunioni inconcludenti, Enti pubblici che si dichiarano incompetenti ecc.) manifesta la chiara volontà della società e di soggetti pubblici conniventi e omissivi di rinviare alle calende greche l’inizio della bonifica, tanto attesa da chi abita nel territorio. L’ultima perla della società, col suo “braccio tecnico” WSP, prevede la necessità d’un nuovo studio d’indagine sui valori di fondo del sito della discarica, pur essendo questi già stati rilevati quindici anni fa da CNR-IRSA. Riteniamo queste procedure come dilatorie dell’assunzione di responsabilità e fortemente collegate al tentativo di copertura delle attività dell’impianto TMB (gestito dalla “consorella” Ambiente Guidonia), posto in modo illegittimo su un sito inquinato”

Sulla stessa linea anche l’Associazione La Sesta Stella, da anni cofirmataria di numerosi esposti e azioni legali riguardanti sia la discarica sia l’impianto TMB dell’Inviolata.

L’ennesimo rinvio è incomprensibile alla luce delle numerose perizie e valutazioni espresse dagli enti pubblici competenti. ARPA Lazio e ISPRA hanno evidenziato criticità che rendono urgente intervenire sulla discarica e procedere quanto prima alla sua copertura definitiva. Lo stato attuale dei luoghi è sotto gli occhi di tutti, basta osservare la collina dalla strada per vedere come gran parte dei teli siano ormai divelti, deteriorati e incapaci di impedire l’infiltrazione delle acque meteoriche all’interno del corpo della discarica. Ogni pioggia contribuisce così ad aumentare la produzione di percolato e ad aggravare il rischio di contaminazione della falda. Per questo il Comune deve pretendere dalla società un cronoprogramma preciso, vincolante e non più rinviabile. Ne va della salute dell’intera comunità.”

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