Giovedì 14 maggio 2026, alle ore 20.30, in via della Libertà 44 a Palombara Sabina, Adelmo Cervi presenta il suo libro I miei sette padri. Storia di una grande famiglia antifascista raccontata da un figlio. L’incontro è promosso dalla sezione ANPI di Palombara Sabina intitolata a Constatino Imperiali e Giuseppe Luttazi.
L’autore
Adelmo Cervi è figlio di Aldo Cervi e di Verina Castagnetti. Aveva quattro mesi quando il padre, terzogenito dei sette fratelli, fu fucilato dai fascisti al Poligono di tiro di Reggio Emilia, all’alba del 28 dicembre 1943, insieme a Gelindo, Antenore, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, e al loro compagno di lotta Quarto Camurri. Da quasi vent’anni Adelmo Cervi gira l’Italia portando nelle scuole, nelle sezioni ANPI, nei centri culturali e nelle Camere del Lavoro la testimonianza della propria famiglia. È stata la sua narrazione a ispirare anche il documentario I miei sette padri di Liviana Davì.
Il libro
Il volume ha avuto una vicenda editoriale articolata: una prima edizione era uscita per Piemme nel 2014 con il titolo Io che conosco il tuo cuore, scritto con Giovanni Zucca; l’autore ha poi deciso di riportarlo in stampa e ampliarlo, con il nuovo titolo I miei sette padri. Nel libro Adelmo Cervi prova a ricostruire la figura del padre Aldo al di fuori del mito resistenziale, dichiarando esplicitamente la propria distanza dall’agiografia. È un testo di storia familiare e insieme di ricerca personale sull’identità di un padre conosciuto soltanto attraverso le testimonianze altrui.
La vicenda dei sette fratelli Cervi
I Cervi erano una famiglia contadina di Campegine (Reggio Emilia), figli di Alcide Cervi e Genoeffa Cocconi, mezzadri poi affittuari nel podere dei Campirossi, fra Gattatico e Campegine. All’indomani dell’8 settembre 1943 organizzarono nella loro casa colonica una delle prime bande partigiane del reggiano, ospitando soldati alleati e prigionieri sovietici evasi dai campi di internamento. Il 25 novembre 1943 un reparto della Guardia Nazionale Repubblicana circondò la cascina, dandola alle fiamme: i sette fratelli, il padre Alcide e altri partigiani furono arrestati e tradotti al Carcere dei Servi di Reggio Emilia. Il 28 dicembre 1943, in seguito all’uccisione del segretario comunale di Bagnolo in Piano avvenuta il giorno precedente, i sette fratelli e Quarto Camurri furono fucilati per rappresaglia al Poligono di tiro cittadino. Solo Alcide Cervi sopravvisse: sarebbe diventato, fino alla morte nel 1970, custode della casa di Gattatico e principale testimone della vicenda, raccolta nel volume I miei sette figli (Editori Riuniti, 1955) scritto con Renato Nicolai. Ai sette fratelli fu conferita nel 1947 la medaglia d’argento al valor militare alla memoria. Casa Cervi è oggi sede dell’Istituto Alcide Cervi, riconosciuto con personalità giuridica nazionale, e luogo di ricerca e divulgazione storica sulla Resistenza.

L’iniziativa di Palombara
La presentazione di Palombara Sabina si inserisce nel ciclo di incontri con cui Adelmo Cervi sta percorrendo il Paese in occasione dell’81° anniversario della Liberazione. La conduzione affidata a Marco Brocchieri, ricercatore attivo sui fatti del 1943-44 nel territorio fra il Nord-est romano e la Valle dell’Aniene, suggerisce un dialogo tra una memoria nazionale ormai consolidata – quella dei Cervi, sulla quale esiste una bibliografia accademica strutturata – e i cantieri di ricerca locale che stanno ricostruendo le vicende locali, ancora largamente affidati alla memoria orale.
L’ingresso è libero.