di Giuliano Santoboni
Dalla mattina al pomeriggio del 20 giugno 2026, il Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” di Guidonia Montecelio ospiterà un ricco convegno celebrativo per il trentennale dell’istituzione del Parco Regionale Naturale Archeologico dell’Inviolata. L’evento, organizzato dall’associazione ANVA, dall’Associazione Amici dell’Inviolata e dal Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili è intitolato Trent’anni di Parco dell’Inviolata: una risorsa per il territorio.
Il programma, ricco e articolato, prevede due sessioni di relazioni. Quella mattutina, dopo i saluti istituzionali con la partecipazione del Sindaco Mauro Lombardo, del Presidente dell’Ente Parco Marco Piergotti e dell’assessore regionale Giancarlo Righini, si aprirà con la presentazione della Guida del Parco e proseguirà con interventi su archeologia, storia del paesaggio, botanica e fauna. Tra i temi: gli scavi lungo la Via della Selciatella (l’antica Via Cornicolana), la storia di Tor Mastorta a inizio Novecento, gli sviluppi naturalistici sulla Paracoenia beckeri — specie esclusiva delle Acque Albule — e il problema del bracconaggio nelle aree protette.

Il pomeriggio si concentrerà sulla biodiversità e sulla gestione naturalistica: si parlerà di reti ecologiche, anfibi e rettili nell’ecosistema urbano di Roma, del progetto ARCARoma, di lepidotteri e coleotteri come indicatori ambientali, e degli aggiornamenti faunistici sulla Riserva Naturale di Monte Catillo. Spazio anche alle ultime evoluzioni del prolifico fototrappolaggio del Parco dei Monti Lucretili e, in chiusura, un intervento sui modelli ti turismo sostenibile da titolo Il Cammino dei Lucretili, presentato dai dipendenti dell’Ente Parco.
L’iniziativa ha il patrocinio della Città di Guidonia Montecelio e dell’Associazione Le Macchine Celibi e vede la partecipazione di numerose associazioni naturalistiche e di ricerca del territorio, tra cui l’intramontabile e gagliarda SRSN, Società Romana di Scienze Naturali presieduta dal mitologico Prof. Pierangelo Crucitti che tanto ha studiato tutta l’area.
Contraddizioni e tutele.
Trent’anni sono un traguardo importante, ma anche l’occasione giusta per fare un bilancio onesto. Il convegno cade in un momento in cui ci si interroga su cosa significhi davvero avere a disposizione un parco naturale alle porte di casa, ma di fatto non poterci andare neanche a fare una camminata tranquilla. Una delle questioni più urgenti riguarda la fruibilità dell’area, che dopo tre decenni è comunque ancora privo di una vera e semplice rete sentieristica che consenta ai cittadini di viverlo in sicurezza e con continuità. Ma perché questo accada, è necessario che istituzioni e soggetti privati trovino finalmente un punto di equilibrio, superando i blocchi contrapposti fatti di interessi divergenti che fino ad oggi hanno impedito ogni genere di intervento.

Un altro nodo fondamentale per una sana e corretta fruizione è il tema della ex discarica dell’Inviolata. La montagna di rifiuti che sorge a poca distanza dall’area protetta con il suo potenziale di inquinamento delle falde acquifere sotterranee attende da anni una vera bonifica e il famoso “capping” del quale tanto si parla ma non si vede ancora: una copertura definitiva fatta di adeguati teli di plastica sovrastati da uno spesso strato di terra e vegetazione, che almeno diminuisca il devastante impatto sulle acque sottostanti e quello visivo in termini di immagine.
Altrettanto preoccupante è lo stato di Via dell’Inviolata, l’asse viario che attraversa e costeggia il parco: i suoi margini sono sistematicamente zeppi di ogni genere di sozzure e immondizie, frutto di abbandoni selvaggi e spesso impuniti.