La Settimana della Critica guarda al presente: cinema di resistenza tra IA, identità e conflitti
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La Settimana della Critica guarda al presente: cinema di resistenza tra IA, identità e conflitti

Tra i film in gara “Prima della guerra” di Usberti

La Settimana della Critica guarda al presente: cinema di resistenza tra IA, identità e conflitti
Immagine presa da “ANSA”
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22 Luglio 2026 - 19.36 Culture


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Il cinema come strumento di resistenza, capace di interrogare il presente e immaginare nuove forme di esistenza. È questa la visione che attraversa la 41ª Settimana Internazionale della Critica (SIC), sezione autonoma e parallela della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre e tradizionalmente dedicata alle opere prime. A rappresentare l’Italia nel concorso ufficiale sarà Prima della guerra, esordio nel lungometraggio di Tommaso Usberti, che racconta una storia di formazione ambientata nella Bassa Padana.

Il protagonista è Guido, interpretato da Piero Usberti, fratello del regista, un giovane di 23 anni costretto a fare i conti con un ambiente permeato da misoginia e razzismo, divenuto parte della sua stessa identità. L’incontro con Sonia, una giovane immigrata kosovara, metterà però in discussione tutte le sue certezze. A illustrare le linee guida della selezione è la delegata generale della SIC, Beatrice Fiorentino, che ha spiegato all’ANSA come il programma di quest’anno nasca dall’osservazione del tempo presente e dalla percezione di un cambiamento profondo. «Viviamo un’epoca nella quale siamo di fronte a una generazione di immagini dove veramente fai fatica a distinguere il vero dal falso. Per questo è importante ripartire dallo sguardo anche come testimonianza di verità», sottolinea Fiorentino, individuando in questa riflessione uno dei principali fili conduttori della rassegna.

La Settimana della Critica, organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI), ha rappresentato negli anni una delle principali piattaforme di lancio per nuovi autori destinati a diventare protagonisti del cinema internazionale, tra cui Olivier Assayas, Mike Leigh, Pedro Costa, Harmony Korine, Pablo Trapero, Abdellatif Kechiche, Carlo Mazzacurati, Roberta Torre e Sergio Rubini. Secondo Fiorentino, il programma del 2026 nasce «da un’osservazione del nostro presente storico e anche da una sensazione, una vibrazione in atto», con la consapevolezza di trovarsi «a un punto di svolta epocale».

In questo contesto il cinema viene interpretato come un autentico atto di resistenza, non limitato alla denuncia sociale, ma inteso come capacità di immaginare alternative, nuovi modi di abitare il presente e prospettive di sopravvivenza individuale e collettiva. Proprio Prima della guerra affronta uno dei temi più attuali del dibattito contemporaneo, quello della costruzione dell’identità maschile. «Il film racconta le conseguenze del mancato amore», osserva Fiorentino. Guido, rimasto orfano, è cresciuto a contatto con modelli di mascolinità oggi definiti tossici, fondati sulla violenza e sull’esibizione della forza fisica, che finiscono però per entrare in conflitto con la sua natura più sensibile e malinconica.

Una vera e propria tempesta interiore che il giovane non riesce a controllare. Il concorso internazionale comprende complessivamente sette opere prime provenienti da diverse aree del mondo, con due film colombiani accanto a produzioni di Brasile, India, Cina e Tunisia. I temi affrontati spaziano dall’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società all’identità personale, passando per la violenza e i rapporti familiari. L’intelligenza artificiale è al centro di The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas, The h@llow man di Kamel Laaridhi e Zoom in, zoom out di Dong Jie. Il percorso di ricerca dell’identità viene invece esplorato in London di Victor Di Marco e Marcio Picoli, mentre Meteorite di Sebastián Múnera affronta il tema della violenza e Our Share of Sand di Shalini Adnani quello delle dinamiche familiari oppressive.

Fuori concorso, la SIC si aprirà con un’altra produzione italiana, la tragicommedia Il Grande Giaffa, opera prima di Marco Santi. Interpretato da Edoardo Pesce, Carlotta Gamba e Barbara Chichiarelli, il film racconta la vicenda di un uomo invisibile agli occhi degli altri che incontra il carismatico Grande Giason, figura che incarna tutto ciò che avrebbe sempre desiderato diventare. La chiusura della manifestazione sarà invece affidata a Rider, musical rap che segna l’esordio alla regia del musicista e produttore Dade (Davide Pavanello), affiancato da Roan Johnson.

Nel cast figurano, tra gli altri, Levante, Ensi, Rosa Chemical, Axos, Margherita Vicario e Claudio Santamaria. Protagonista è Samuele, detto Sami, un giovane rider che durante la notte di Capodanno riceve l’incarico di consegnare un enorme ordine di sushi in una lussuosa villa alla periferia nord della città. Una scelta compiuta nel corso della consegna finirà però per innescare una serie di conseguenze drammatiche. Per quanto riguarda infine SIC@SIC – Short Italian Cinema, la sezione dedicata ai cortometraggi italiani, saranno in concorso Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli e Se mai le cose di Giulia Cosentino, confermando l’attenzione della rassegna verso le nuove voci del cinema italiano e le forme più innovative del racconto cinematografico.

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