di Giuliano Santoboni
Un polmone verde per ricucire il tessuto urbano, unire quartieri vicini ma storicamente isolati e dire basta all’avanzata della cementificazione. I cittadini di Setteville e Marco Simone, su iniziativa della fervida Associazione Il Picchio Propositivo, tirano fuori numeri e proposte per chiedere al comune di acquisire al patrimonio il grande terreno agricolo compreso tra via Muratori e la SP 28 b.
Al centro della mobilitazione c’è il progetto del “Parco della Ricucitura”, un’ambiziosa proposta di forestazione urbana pensata per colmare il vuoto tra i territori di Setteville, Setteville Nord/Marco Simone e Collina del Sole. Un’area che oggi appare frammentata e segnata da una pericolosa discontinuità che di fatto isola i quartieri, impedendo ai residenti di spostarsi in sicurezza e limitando drasticamente le opportunità di socialità a misura d’uomo.
Un argine naturale contro la cementificazione

In un territorio come quello di Guidonia Montecelio, da sempre fortemente esposto alle pressioni edilizie e a un consumo di suolo spesso incontrollato, il “Parco della Ricucitura” assume una valenza simbolica e pratica cruciale. Non si tratta soltanto di rispondere all’esigenza fondamentale di una riqualificazione ambientale per contrastare le isole di calore, abbattere l’inquinamento e tutelare la biodiversità locale. Il progetto rappresenta un vero e proprio argine ecologico e sociale alla cementificazione, un baluardo in difesa del territorio che sceglie di restituire spazio alla natura e alla vita di comunità anziché al mattone.
Il nodo dei collegamenti pedonali
Uno degli aspetti più rivoluzionari dell’iniziativa, fortemente rimarcato dai promotori, è la capacità del parco di fungere da cerniera viaria e pedonale. Oggi Setteville, Setteville Nord, Marco Simone e Collina del Sole sono quartieri geograficamente vicinissimi ma di fatto scollegati per chi si muove a piedi o in bici. Realizzare questo parco significa creare percorsi pedonali sicuri, immersi nel verde, che permettano finalmente ai cittadini – famiglie, ragazzi, anziani – di spostarsi da un quartiere all’altro senza dover dipendere esclusivamente dall’auto privata.
Ma di chi sono questi terreni? Il mancato allargamento di Via Muratori
Facendo una semplice visura catastale gratuita sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si apprende che le due grandi particelle di cui è composto quel terreno (la 1446 e la 1256 del foglio 10 sez. MAR) sono del tutto private. Una appartiene ad una congregazione religiosa con sede nella provincia di Avellino divenuta famosa qualche anno fa per vicende giudiziarie alquanto singolari per un ordine di frati francescani, e l’altra di una serie di eredi (hanno tutti lo stesso cognome) con quote spettanti diverse.
Sicuramente una striscia di terreno larga una decina di metri dovrà essere acquisita dall’amministrazione pubblica in quanto sarà la sede dell’allargamento di via Muratori, intervento atteso da oltre 5 anni in quanto finanziato con i famosi fondi del 2020 per la Ryder Cup e del quale non si parla più da troppo tempo.
La richiesta di un incontro all’Amministrazione
L’iniziativa popolare nasce per dare ulteriore forza a un’istanza ufficiale che l’associazione aveva già inoltrato tramite PEC lo scorso 27 aprile. A distanza di mesi e di fronte a una risposta così massiccia da parte della cittadinanza, il passo successivo è adesso istituzionale.
“La straordinaria risposta dei cittadini dimostra che il bisogno di aree verdi, salute pubblica e sostenibilità ambientale non è più rimandabile a Guidonia Montecelio“, dichiarano i rappresentanti del Picchio Propositivo ODV “Milleduecentocinquantatre firme raccolte in poco tempo sono un segnale chiaro: la comunità vuole questo parco. Chiediamo al Sindaco e alla giunta un incontro per illustrare il progetto e avviare l’iter“.